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13/01/2026 06:00:00

Caos Marsala, tra strategie e alleanze: Grillo si muove, il centrodestra si divide

A Marsala regna il caos. E dentro questo caos il sindaco Massimo Grillo si muove con passo felpato, azzeccando – va riconosciuto – le mosse politiche. Al primo cittadino si può rimproverare l’incompletezza amministrativa nella gestione dell’ordinario, ma non l’abilità tattica. Grillo è uno stratega, anche se ha sottovalutato i passaggi iniziali, convinto di poter ricucire con il centrodestra dopo una serie di “no”. Così non è stato. Più volte i partiti, attraverso le loro segreterie, hanno certificato la non convergenza sul sindaco uscente.

 

Fratelli d’Italia

Fino a pochi mesi fa Fratelli d’Italia era in giunta. Il partito ne è uscito senza però avere una vera alternativa politica, ma con più opzioni sul tavolo. I due consiglieri comunali, Lele Pugliese e Giancarlo Bonomo, dopo avere ottenuto tutto il possibile dagli assessorati di riferimento e dopo avere ottenuto visibilità appoggiando manifestazioni come  con il Kitefest, hanno deciso di seguire strade diverse, ciascuno in funzione dei propri interessi: la rielezione, per evitare il ritorno al posto di lavoro in un’altra provincia siciliana.

 Ma a chi interessa davvero vincere? A Maurizio Miceli, presidente provinciale del partito, che ha un obiettivo chiaro: portare a Roma una percentuale a doppia cifra. La lista sarà competitiva, a patto che non si spacchi. Oltre agli uscenti, sono pronti a scendere in campo Francesco Carini, Pino Cordaro e potrebbe fare capolino anche Oreste Alagna, uomo di Beppe Bica.

 

Forza Italia

Il segretario provinciale Toni Scilla lo ha ribadito senza mezzi termini: nessun ritorno con Grillo, nessuna convergenza su Enzo Sturiano, considerato l’altra faccia del sindaco uscente. Esperienza chiusa. Scilla va oltre e ricorda come, in un direttivo comunale della scorsa estate, avesse chiesto ai tesserati azzurri presenti in giunta di uscire per avviare un percorso unitario nel partito. Così non è stato.

Per il segretario provinciale, quegli assessori sono politicamente fuori, pur restando formalmente tesserati e avendo completato persino il tesseramento per il congresso regionale. I due candidati di punta individuati da Scilla sono Elia Martino e Vito Milazzo.

 

Fici–Sturiano–Grillo

Cambiare il nome del candidato sindaco non significa cambiare le alleanze. Nicola Fici è giovane, ha esperienza amministrativa, sa leggere i bilanci. Ma sulla sua nave sono pronti a salire gli stessi identici personaggi che nel 2020 erano con Grillo. Cambia il candidato, non il sistema.

C’è chi invoca il rinnovamento con Fici, ma il rinnovamento non è una questione anagrafica. Semmai, qui, il rischio è la stagnazione della politica. Fici rappresenta una garanzia per aspiranti assessori e per partiti che preferiscono un sindaco facilmente orientabile nelle scelte. Bisogna avere il coraggio di dirlo: la schiettezza in politica è merce rara, ma è compito del cittadino individuare i cortocircuiti.

E Sturiano? Candidato sindaco con o senza Grillo? Non è un dettaglio. Da presidente del Consiglio comunale ha piazzato tre assessori in giunta, ha occupato una posizione di sottogoverno, ha condiviso il potere con il sindaco uscente, diventandone il comprimario politico. Quale sarà il destino dei due? Il 17 gennaio Grillo presenterà simboli, liste e programma per i prossimi cinque anni. Sturiano e i suoi assessori saranno presenti? Dicono di non essere stati avvisati. Ma appare sempre più come un gioco delle parti.

 

Cosa si muove a sinistra

Andreana Patti, candidata sindaca, sta girando la città: incontra attività produttive, associazioni, categorie. Ha le idee chiare, ma nel dibattito manca ancora la concretezza sui temi specifici di Marsala. Serve entrare nel merito.

Il nodo restano le liste. Il PSI è in grado di presentarne una? Ambienti politici riferiscono che, al momento, non ci sarebbero più di quattro candidati e che il segretario cittadino, Antonio Consentino, non scenderà in campo. Il PD ha una lista già abbozzata: oltre a Linda Licari, c’è anche Piero Cavasino, consigliere comunale uscente. AVS, come da tradizione, dovrebbe riuscire a presentare la lista. E il Movimento 5 Stelle? Vito Reina è candidato, Aldo Rodriguez anche, ma servirà essere davvero competitivi e superare il 5%, altrimenti – come cinque anni fa – i pentastellati resteranno fuori dall’Aula.

Infine, una considerazione politica: diverse persone che orbitano attorno alla candidatura Patti dovrebbero metterci la faccia, non limitarsi ad ambire a un assessorato. La spendibilità politica è direttamente proporzionale all’impegno che si è disposti a profondere. In caso contrario, il cambiamento resta solo uno slogan.