Villa Rosina, perdita fantasma: a Trapani non si sa dove sia, ma l’acqua verrà recuperata
A Trapani non si sa dove sia la perdita, ma una cosa è certa: l’acqua non andrà più persa. È questa la notizia che riguarda i cittadini di Villa Rosina, un quartiere-villaggio che da mesi vive come sospeso sull’acqua, tra strada ridotta a una corsia, pozzanghere permanenti, cattivi odori, aria malsana. Un incubo che continua, senza una risposta definitiva sull’origine del problema.
Sul posto è arrivata la Commissione Lavori Pubblici del Comune di Trapani per un sopralluogo annunciato come decisivo. Con i consiglieri c’erano il dirigente dei Lavori pubblici Orazio Amenta, il geom. Zimmardi e il presidente del comitato di quartiere di Villa Rosina, Salvatore Daidone. Lo scopo, verificare sul campo le criticità segnalate dai residenti e fare chiarezza su una situazione che va avanti da anni.
Cosa sono davvero le “case galleggianti”
Nelle denunce dei cittadini l’espressione è diventata simbolo del disagio: acqua sotto i pavimenti, giardini sprofondati, muffa nelle case. Ma sul piano tecnico il chiarimento è netto. “Quando si parla delle cosiddette case galleggianti e dell’allagamento di Villa Rosina si fa confusione – spiega Amenta – sono due cose completamente diverse e non connesse tra loro”. L’acqua che invade la strada e arriva fino alla zona della chiesa, ribadisce, “non dipende dalla rete interna né dalla mancanza di opere di urbanizzazione”.
Da dove arriva l’acqua (ma non si vede)
La causa dell’allagamento non è nel quartiere, ma lungo le grandi condotte di adduzione del Comune e di Sicilia Acque. Due tubazioni parallele che passano da via Erice-Mazara, tra la rotonda autostradale e quella di Milo-Erice. Il problema è tecnico: le condotte sono incamiciate in controtubi che impediscono all’acqua di uscire nel punto della rottura. Così l’acqua viaggia sotto terra e riaffiora lontano.
“Riteniamo che la perdita sia a 700-800 metri dal punto in cui l’acqua emerge– chiarisce Amenta – perché viene convogliata dai controtubi fino a via Mozart”. Ecco perché a Trapani non si sa dove sia la perdita: il geofono non aiuta, le video-ispezioni hanno esito incerto. I fori sono piccoli, ma la pressione fa uscire grandi quantità d’acqua.
Perché non si ripara subito
Per cercare il guasto bisognerebbe chiudere la condotta di Bresciana per almeno una settimana. “Ma non possiamo lasciare Trapani senz’acqua”, spiegano dagli uffici. Anche fermando tutto, non c’è la certezza di individuare il punto esatto.
Cosa cambia ora
La novità, per i residenti, è questa: la perdita resta ignota, ma l’acqua verrà recuperata. “Partono i lavori di convogliamento – annuncia Amenta – così non finirà più sulla strada”. L’acqua sarà riutilizzata per scopi non potabili, a partire dall’antincendio, con una presa dedicata in una zona che ne è priva.
Monitoraggio politico
La Commissione, guidata dalla presidente Marzia Patti, assicura monitoraggio costante e confronto continuo con tecnici e territorio. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una soluzione strutturale.
La fotografia finale, però, resta la stessa: a Trapani la perdita non si sa dove sia, la riparazione definitiva è rimandata. L’acqua almeno non andrà più sprecata. Ma per Villa Rosina, le risposte vere continuano a mancare.
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