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16/01/2026 09:00:00

"A Marsala affitti insostenibili e diritti negati: così una città respinge chi lavora”

Gentile redazione di Tp24, 

Scrivo questa lettera per denunciare una situazione ormai divenuta insostenibile nella nostra città, una realtà caratterizzata da dinamiche di affitto del tutto sproporzionate rispetto al contesto socio-economico locale.

 

I canoni richiesti sono eccessivamente elevati e del tutto ingiustificati per una città di queste dimensioni. A prezzi considerabili “abbordabili” si trovano soltanto abitazioni troppo datate, spesso prive dei requisiti minimi di vivibilità, oppure case isolate nelle campagne più lontane, che rendono difficile la vita quotidiana di chi lavora in città.

A rendere il quadro ancora più paradossale è la richiesta sistematica, da parte di molti proprietari, di garanzie che poco hanno a che vedere con la reale affidabilità di un inquilino. Si pretende quasi sempre un contratto a tempo indeterminato o un impiego statale, come se fossero gli unici indicatori di serietà e solvibilità. Tuttavia, nel migliore dei casi, gli stessi proprietari che avanzano tali pretese offrono contratti transitori, rinnovabili di anno in anno. Molti affittano soltanto da ottobre a maggio, per poi convertire l’immobile in casa vacanze durante l’estate.

 

Ci si aspetta quindi che gli inquilini traslochino ciclicamente, come se fosse normale vivere con la valigia pronta, senza alcuna continuità né radicamento. Una città non può crescere se chi lavora e contribuisce alla sua economia viene trattato come un ospite temporaneo, costretto a spostarsi ogni pochi mesi.

È inaccettabile che una coppia di lavoratori con regolare partita IVA o con contratto a tempo determinato nel settore turistico – un settore che per sua natura segue la stagionalità – in una città che si dichiara a vocazione turistica venga sistematicamente respinta. Un contratto a tempo indeterminato non è automaticamente sinonimo di buon pagatore, così come un lavoro stagionale non è sinonimo di inaffidabilità.

 

Eppure, queste persone si vedono negare non solo un affitto dignitoso, ma persino la possibilità di stabilire la propria residenza, un diritto fondamentale del cittadino. Il risultato è che persone perfettamente in regola, che pagano puntualmente e desiderano contribuire alla vita della comunità, vengono costrette a vivere in una sorta di limbo, prive di diritti e di riconoscimento formale.

 

La situazione diventa ancora più discriminatoria quando si parla di animali domestici: chi ne possiede uno viene spesso escluso a priori, senza alcuna valutazione individuale, come se la presenza di un animale fosse di per sé sinonimo di incuria o di rischio.

Questa situazione non è più sostenibile. L’accesso alla casa non può diventare un privilegio riservato a pochi, né può essere condizionato da criteri arbitrari che non rispecchiano la realtà contemporanea. La nostra città merita un mercato immobiliare più giusto, più umano e più coerente con i valori di una comunità che vuole crescere, non respingere.

 

Una cittadina marsalese