La Sicilia è tra le regioni italiane con la più bassa disponibilità di verde urbano. I dati parlano chiaro: appena 20 metri quadrati per abitante, contro i 64 m² pro capite del Nord-Est. Un divario che diventa ancora più grave in alcune città dell’Isola, come Trapani, Messina e Siracusa, dove la dotazione di verde urbano non raggiunge nemmeno il minimo di legge di 9 m² per abitante.
Una situazione definita “inaccettabile” dall’eurodeputato Giuseppe Antoci (Movimento 5 Stelle), che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere quali strumenti intenda attivare a sostegno delle città con un grave deficit di aree verdi e se non sia necessario rafforzare il monitoraggio sull’utilizzo dei fondi europei, compresi quelli del PNRR, destinati alla rigenerazione urbana.
Il verde urbano, sottolinea Antoci, svolge infatti un ruolo essenziale: contribuisce al miglioramento della qualità dell’aria, alla mitigazione delle isole di calore, alla tutela della biodiversità e al benessere psicofisico dei cittadini. Funzioni ancora più cruciali per una regione come la Sicilia, particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico.
«Non possiamo lasciare le città siciliane prive di protezione e di servizi ecosistemici fondamentali – afferma Antoci –. Le aree verdi non sono un lusso, ma un diritto dei cittadini, indispensabile per la salute, il benessere e la resilienza climatica».
Obiettivi che, ricorda l’europarlamentare, rientrano pienamente nelle politiche comunitarie, dal Regolamento europeo sul ripristino della natura alla Strategia UE sulla biodiversità 2030, fino al Green Deal europeo.
«In un momento storico segnato dall’urgenza climatica – conclude Antoci – le infrastrutture verdi rappresentano alleate imprescindibili per una vera rigenerazione urbana, capace di rendere le città più sane, vivibili e sostenibili».