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16/01/2026 07:30:00

Tedofora e consigliera comunale: il caso Grignano e la posizione della Fondazione

Chi fa politica non può essere tedoforo, lo dice il regolamento. Una polemica che in Sicilia ha due casi: uno a Messina con Silvio Fauner e uno a Trapani con Angela Grignano. Entrambi consiglieri comunali, entrambi hanno portato la Fiamma olimpica.
È da qui che nasce il caso nazionale sui tedofori di Milano-Cortina 2026. Una polemica partita dal Nord e rimbalzata fino in Sicilia, dove la discussione si è riaccesa dopo il passaggio della Fiamma a Trapani e la scelta di Angela Grignano come tedofora.
A intervenire per chiudere il fronte delle contestazioni è stata la Fondazione Milano Cortina 2026, con una nota ufficiale diffusa alle agenzie di stampa. L’organismo organizzatore ha parlato di “un processo rigoroso, inclusivo e rispettoso” e ha invitato “a non alimentare ulteriori polemiche infondate”.
Secondo la Fondazione, non esistono distinzioni tra i tedofori: “Lo sportivo per i suoi risultati, l’artista per la sua popolarità, il cittadino per il suo impegno: tutti rappresentano il Paese, tutti sono parte della stessa narrazione di valori”.
Il chiarimento arriva dopo giorni di discussione sull’applicazione del regolamento, che tra i criteri di esclusione indica il ricoprire una carica politica. Allo stesso tempo, però, lo stesso regolamento prevede che le candidature possano arrivare da più soggetti – Comuni, enti territoriali, sponsor, Coni regionali – e che tutte vengano sottoposte allo stesso percorso di verifica prima della validazione finale.
Nel caso di Trapani, al centro dell’attenzione è finita Angela Grignano, una delle quattro tedofore selezionate per la tappa cittadina della staffetta. Consigliera comunale, ma anche protagonista di una vicenda personale che ha segnato profondamente la sua vita. Nel gennaio 2019 è rimasta gravemente ferita nell’esplosione di una panetteria in rue de Trévise, a Parigi, un dramma che causò quattro vittime e decine di feriti. Da allora ha affrontato un lungo percorso di cure, interventi chirurgici e riabilitazione.
La sua nomina ha diviso l’opinione pubblica tra chi ha sollevato dubbi sull’opportunità della scelta e chi ha difeso il valore simbolico della sua storia. Grignano è intervenuta direttamente per chiarire la propria posizione: “Ho presentato regolare candidatura come cittadina e sono stata selezionata attraverso il percorso ufficiale dei tedofori, al pari di tutti gli altri”, ha scritto.
E ancora: “Se fossi stata incompatibile per il mio ruolo istituzionale, semplicemente non sarei mai stata scelta. Punto”.
In un altro passaggio ha sottolineato come la polemica abbia finito per colpire non solo lei, ma anche l’intero evento: “Non ero l’unica tedofora quel giorno, eppure l’attenzione si è concentrata solo su di me, oscurando anche tutte le altre persone che hanno portato la Fiamma in città”.
Con la nota ufficiale, la Fondazione prova ora a chiudere il caso, ribadendo che ogni tedoforo, una volta validato, è tale a pieno titolo e senza distinzioni. Resta però sullo sfondo una questione che va oltre Trapani e Messina: come conciliare la rigidità delle regole sulla neutralità con scelte che puntano sul valore simbolico delle storie personali. Una domanda che, almeno per ora, continua ad accompagnare il viaggio della Fiamma olimpica.