La Cartolina da Marsala è una rassegna di buche. Tante. Ovunque. In centro storico come in periferia, sulle strade principali e su quelle secondarie, nei quartieri residenziali come nelle contrade: non c’è angolo della città che non sia diventato una trappola per automobilisti, motociclisti e pedoni. Altro che città da cartolina: qui si viaggia a slalom, quando va bene.
Le piogge delle ultime settimane hanno solo peggiorato una situazione già disastrosa. L’asfalto cede, si sbriciola, si apre. Le buche non sono più buche, ma vere e proprie voragini, spesso piene d’acqua, invisibili fino all’impatto. E l’impatto, per chi guida, può significare gomme distrutte, cerchi piegati, sospensioni danneggiate. Nei casi peggiori, cadute e incidenti.
Marsala non è diventata la città delle buche per caso. È successo lentamente, anno dopo anno, a forza di rattoppi malfatti, asfalto sottile come carta velina e manutenzione ordinaria rimandata all’infinito. Le piogge delle ultime settimane hanno solo fatto esplodere un problema che covava da tempo: strade dissestate ovunque, in centro come in periferia, carreggiate trasformate in trappole, voragini piene d’acqua che mettono a rischio auto, moto e persone.
Il punto non è il maltempo. Il punto è come si è intervenuti negli anni. Toppe su toppe, lavori superficiali che non reggono una stagione, figurarsi un inverno. Un modo di gestire la viabilità che alla fine costa di più: si spende poco subito, ma si spende sempre. E male.
Solo adesso, però, qualcosa si muove. Proprio adesso. A ridosso delle elezioni amministrative di primavera, con il sindaco Massimo Grillo ricandidato. Dopo anni di manutenzione a singhiozzo, il Comune corre ai ripari annuncia un “piano organico” per sistemare le strade. I lavori sono iniziati ieri. E lo fa non con risorse ordinarie, ma accendendo un mutuo da 750 mila euro, a cui si aggiungono circa 700 mila euro della Protezione civile regionale. Totale: quasi un milione e mezzo di euro.
Tradotto: per non aver fatto una manutenzione costante e programmata, oggi Marsala si indebita per tappare – stavolta sul serio – le buche. Un paradosso amministrativo che dice molto. I mutui, un tempo, servivano per le grandi opere. Oggi servono per rendere percorribili le strade.
Dal Comune spiegano che le difficoltà sono strutturali, che al Sud mancano fondi, che il territorio di Marsala è enorme (240 chilometri quadrati, quasi il doppio di Milano). Tutto vero. Ma è altrettanto vero che la manutenzione ordinaria costa meno delle emergenze straordinarie. E soprattutto evita di arrivare al punto in cui ogni pioggia diventa un bollettino di guerra.
Ora i lavori partono, con la promessa di interventi “profondi e duraturi”: scarificazione, nuovi asfalti, niente più toppe. Bene. Ma la coincidenza temporale è difficile da ignorare. Perché quando gli interventi arrivano sempre alla vigilia del voto, il dubbio resta: si sta mettendo in sicurezza la città o si sta mettendo una pezza – più solida del solito – in vista delle urne?
Ai cittadini, alla fine, interessa poco il comunicato stampa. Interessa guidare senza paura. E sapere che, passate le elezioni, le strade non tornino a sgretolarsi come prima.
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