Le bollette non pagate allo stadio, il Libero Consorzio fa causa al Trapani Calcio
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La partita, questa volta, si gioca in Tribunale.
Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha avviato formalmente un’azione giudiziaria contro la F.C. Trapani 1905 per le utenze dello Stadio Polisportivo Provinciale mai volturate e mai rimborsate, nonostante quanto previsto dal contratto di concessione.
Con una determinazione dirigenziale del 13 gennaio 2026, l’ex Provincia ha impegnato le somme necessarie per le spese di lite e ha dato il via a un procedimento semplificato davanti al Tribunale di Trapani, ai sensi dell’articolo 281 decies del codice di procedura civile, con un obiettivo preciso: ottenere dal giudice una condanna della società granata alla voltura delle utenze di energia elettrica e gas dello stadio a proprio nome, così come previsto dagli atti di concessione .
La posizione del Libero Consorzio
Negli atti ufficiali l’Ente ricostruisce una vicenda ormai nota: le bollette dello stadio sono state anticipate dal Libero Consorzio, che ha poi chiesto alla società concessionaria il rimborso e la regolarizzazione delle utenze.
A oggi, però, né il rimborso è arrivato, né le utenze sono state volturate, nonostante diffide e un decreto presidenziale (il n. 63 del 4 novembre 2025) che autorizzava già l’azione legale.
Da qui la scelta di procedere davanti al giudice civile, con un ricorso mirato non tanto a una battaglia politica, quanto a far rispettare un obbligo contrattuale.
I costi della causa
Per attivare il procedimento, il Libero Consorzio ha dovuto sostenere un contributo unificato di 518 euro, più 27 euro di diritti di cancelleria, per un totale di 545 euro, pagati tramite PagoPA al Ministero della Giustizia.
Un passaggio tecnico, ma che certifica come il contenzioso sia ormai entrato nella sua fase giudiziaria vera e propria.
La replica del Trapani Calcio
Dal fronte granata, come già avvenuto nei giorni scorsi, la risposta non si è fatta attendere.
Il presidente Valerio Antonini continua a sostenere che le bollette andrebbero compensate con i lavori di ristrutturazione eseguiti allo stadio, rivendicando investimenti milionari e parlando apertamente di “tentata truffa” da parte delle istituzioni.
Una tesi che però, allo stato degli atti, non trova riscontro in alcun contratto, appalto o convenzione pluriennale, e che ora verrà valutata nelle sedi giudiziarie competenti.
Una vicenda che si allarga
Il caso dello stadio si aggiunge a quello, parallelo, del Palazzetto dello Sport, dove il Comune di Trapani contesta analoghe irregolarità sulle utenze.
Il quadro complessivo racconta un rapporto sempre più deteriorato tra il patron del Trapani Calcio e gli enti pubblici proprietari degli impianti.
A questo punto, però, non contano più le dirette social, le lettere infuocate o le “fatture” annunciate in tv: parleranno i giudici. E, come spesso accade, sarà la carta bollata a stabilire chi deve davvero pagare le bollette.
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