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18/01/2026 13:00:00

Trapani, cosa hanno chiesto i ragazzi a De Lucia su Messina Denaro

Non una conferenza formale, ma un confronto diretto. A Trapani, nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Nautico di viale Regina Elena, il procuratore Maurizio De Lucia ha incontrato le quinte classi dell’IIS Leonardo da Vinci, che riunisce l’Istituto Tecnico Industriale e il Nautico. E i ragazzi non si sono limitati ad ascoltare.

Le domande hanno toccato il punto che più li riguarda da vicino: cosa cambia davvero dopo la cattura di Matteo Messina Denaro. Se la mafia oggi sia più debole o semplicemente meno visibile. Se esista ancora un consenso sociale. E soprattutto se il rischio più grande sia pensare che il problema sia definitivamente chiuso.

De Lucia ha risposto parlando di una mafia che muta forma e linguaggio, che si adatta ai tempi e ai contesti, e di una battaglia che non si vince solo con gli arresti. «La consapevolezza della legalità tra i giovani sta aumentando – ha spiegato – ed è il risultato del lavoro della scuola che, pur con molte difficoltà, riesce a trasmettere messaggi corretti e fondamentali per costruire una società migliore».

L’incontro ha rappresentato la tappa conclusiva di un percorso di educazione alla legalità avviato lo scorso anno, che ha portato gli studenti fuori dalle aule e dentro i luoghi simbolo dell’antimafia: dal No Mafia Memorial agli uffici di Falcone e Borsellino, fino alla Casa Museo di Peppino Impastato a Cinisi.

Per la dirigente scolastica Vita D’Amico, il senso dell’iniziativa è chiaro: «La scuola deve dialogare con la realtà e con le sue contraddizioni. Non basta la didattica tradizionale: è così che si formano cittadini consapevoli».

Il dato più significativo, però, resta un altro: a Trapani i ragazzi non hanno chiesto slogan, ma risposte. E oggi, in una terra che conosce bene il peso della storia, questo è già una notizia.