Gentile Direttore di TP24,
il sindaco, Massimo Grillo, propone un nuovo futuro per la città, e non possiamo che augurarci che sia un futuro migliore. Ricorda ed espone ciò che la sua amministrazione ha fatto, ciò che sta facendo e ciò che farà. Tuttavia, parlando con coloro che lo hanno votato alle ultime elezioni, emerge un dato significativo: la maggior parte dichiara che non lo voterà più. Perché?
Nei primi tre anni e più di amministrazione non si è visto nulla di realmente nuovo, nonostante le promesse preelettorali. In questi ultimi mesi — o nell’ultimo anno che sfocia nelle elezioni della prossima primavera — molte opere sono state avviate o stanno per essere ultimate. E allora, perché tanti dicono: “non lo voterò”?
Nei primi tre anni e più, in quasi ogni settore, non è stata curata la manutenzione ordinaria; e continua a non esserlo nemmeno adesso. Le strade sono un colabrodo: non solo la sede stradale è malmessa, ma lo sono anche le opere collegate — tombini, acque reflue, parcheggi, piste ciclabili. E che se ne vuole fare delle piste ciclabili? Abbandonarle del tutto, come sembra guardandole, o rimetterle in sesto per ciclisti che non si vedono?
Proprio sulle piste ciclabili c’è stato a lungo uno scontro tra l’opinione dei cittadini e quella dell’amministrazione. Uno scontro annoso e, al tempo stesso, inutile, alimentato dall’amministrazione con una pervicacia poco comprensibile: ciclisti sulle piste ciclabili non se ne vedono.
Le opere oggi in cantiere, che probabilmente verranno inaugurate prima delle elezioni, basteranno a cambiare l’opinione degli elettori? Dipende. Intanto, la manutenzione del patrimonio esistente è stata carente o del tutto trascurata. Il nuovo che verrà inaugurato farà la stessa fine del vecchio dimenticato? È possibile, anzi probabile. Anche perché serviranno più fondi per mantenere insieme opere vecchie e nuove.
Le nuove fontane resteranno a secco, come quelle esistenti da tempo? Da anni il Comune non riesce a garantire nemmeno pochi metri cubi d’acqua alla fontana di Piazza Monsignor Lombardo (ex Piazza Purgatorio), che raramente si vede zampillare.
E le grandi opere, a che punto sono? Pressappoco a zero: sistemazione, recupero e utilizzo di Villa Genna e Villa Damiani, nulla; progetti — anche in partenariato pubblico-privato — per il Parco archeologico, nulla; recupero di monumenti storici come la chiesa di Santa Maria della Grotta, nulla.
Si può obiettare che il Parco archeologico e gli edifici religiosi non rientrano direttamente nelle competenze comunali. È vero. Ma è altrettanto vero che il Comune, se lo sa fare, può esercitare forti pressioni e ottenere risultati, in quanto rappresentante istituzionale, sociale e culturale dell’intera comunità.
E quanti anni — o secoli — ci vorranno prima di aprire al pubblico il Collegio dei Gesuiti, destinato a ospitare la collezione unica degli Arazzi Fiamminghi?
E il Piano Regolatore generale della città, obbligatorio da sempre, a che punto è? E l’ammodernamento del porto? Nulla, e nulla.
Le nuove passeggiate e i giardinetti lungo la costa basteranno a far cambiare idea agli elettori che si recheranno alle urne? Per essere eletti servono i voti: chi, nella cabina elettorale, sostituirà coloro che votarono il sindaco cinque anni fa e oggi dichiarano che non lo voteranno più?
Dino