Cateno De Luca, leader di Ti Amo Sicilia, ha deciso di lanciare il “governo di liberazione”, che significa guardare oltre l’attuale governo regionale guidato da Renato Schifani. Lo fa questa volta puntando sul centrosinistra: a Caltagirone erano seduti in prima fila tutti i segretari regionali di quell’area. Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ha portato i saluti e gli auguri di buon lavoro.
Dovrebbe essere il campo largo, adesso, l’area di riferimento di De Luca: non vuole più andare da solo e guarda alle alleanze con le attuali opposizioni. Sono proprio le opposizioni, però, a osservare e a voler capire meglio. Una cosa, intanto, l’ha prodotta: la reazione di Ismaele La Vardera.
Controcorrente, stop al campo largo
Il leader del movimento, giovane ma già capace di riscuotere molta attenzione da parte dei siciliani, ha deciso di mettere la parola fine al dialogo con il centrosinistra:
“Il quadro delle ultime 72 ore dimostra una chiara volontà di fare fuori Controcorrente dal dibattito all’interno del cosiddetto campo alternativo a Schifani. Evidentemente alcuni soggetti non vedono il nostro movimento come una risorsa che parla al cuore dei siciliani e che riporta al voto un elettorato che nessun altro movimento è in grado di riportare, ma come un soggetto ‘pericoloso’ che, fuori da ogni schema, mette paura ai suoi stessi alleati che, forse, hanno paura di perdere consensi.
A noi non piace il politichese ed è giusto che i siciliani sappiano che, al momento, la nostra scelta è quella di sfilarci dal campo progressista, un campo confuso in cui spesso vale tutto. Dove si offre spazio a chi dice: ‘Francia o Spagna purché se magna’”.
Il riferimento è poi all’emendamento fake prodotto dallo stesso La Vardera, che ha provocato reazioni di distanza da parte del Pd e del M5S: “Rivendichiamo la nostra posizione di coerenza e di opposizione intransigente. Inoltre, chiediamo scusa ai colleghi che si sono sentiti ‘offesi’ dall’emendamento fake e che, anziché chiedere le dimissioni di Dagnino, hanno preferito attaccare noi.
Il 14 febbraio, a un anno dalla nascita di Controcorrente, a Palermo lanceremo il nostro programma per una Sicilia diversa, che riparte da quelle menti brillanti che non hanno più spazio in politica. Dimostreremo che la nostra forza ha le idee chiare e la spina dorsale giusta per cambiare davvero questa terra. Auguriamo agli altri buon lavoro, consapevoli che la Sicilia chiede chiarezza e un campo realmente coerente.
Siamo consapevoli che questa posizione di isolamento politico, non per colpa nostra, è ‘pericolosa’ e ci espone ad attacchi da più fronti. Ma siamo sereni, perché non siamo in vendita. Siamo e resteremo sempre Controcorrente, con le idee chiare, e mentre attendiamo che questo campo progressista si schiarisca le idee e rinsavisca nel metodo e nel merito dei partecipanti, preferiamo proseguire in autonomia. Annunciamo inoltre che non parteciperemo, da ora e fino a data da destinarsi, a riunioni sia al tavolo regionale, sia a quelli per le amministrative nei Comuni”.