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21/01/2026 06:00:00

La Sicilia della cannolo-terapia: quando la politica addolcisce il fallimento

La Sicilia è una terra sorprendente. Talvolta troppo. Sorprende non per ciò che risolve, ma per ciò che inventa. Nel 2024, mentre la sanità arranca, le liste d’attesa diventano un esercizio di resistenza civile e curarsi è spesso un atto di fede, l’assessorato regionale alle Attività produttive individua finalmente una priorità: la cannolo-terapia.

Sì, proprio così. Dopo Totò Cuffaro, anche l’assessore Edy Tamajo scopre il potere taumaturgico della ricotta. Se non puoi aiutare i cittadini, puoi almeno addolcirli. È una regola antica: quando i problemi non si risolvono, si anestetizzano. Con lo zucchero. Lo sanno anche i bambini.

Così, mentre la realtà siciliana resta drammatica, il racconto istituzionale diventa commestibile. La crisi si impana, si farcisce e si serve con una spolverata di zucchero a velo. Ciliegina rossa.

 

I fatti

 

Il 9 ottobre 2024 il Dipartimento dell’assessorato regionale alle Attività produttive decide di procedere con affidamento diretto, senza bando, per la realizzazione di eventi denominati “Cannolo Terapia”, a supporto dell’attività di “internazionalizzazione” durante due fiere:

– lo Smart City Expo di Barcellona (5–7 novembre 2024);
– l’International Boat Show di Atene (4–8 dicembre 2024).

Internazionalizzazione, promozione e comunicazione. Il tutto affidato in esclusiva alla società Alfio Neri srl, con sede legale a Siracusa.

Importo massimo previsto: 18.000 euro oltre IVA.

Il 27 novembre 2024 l’impegno di spesa, IVA compresa al 10%, sale a 19.800 euro. Nel frattempo vengono liquidati 9.900 euro alla ditta per l’evento di cannolo-terapia, con un menu più da sagra paesana che da strategia di sviluppo economico:

– “Perle di Mandorla di Avola al Moscato di Siracusa”;
– “Perle di Mandorla di Avola classiche”,
accompagnate da Moscato di Pupillo e Marsala demi-sec Florio.

Questo sarebbe il modo scelto per rappresentare la Sicilia nelle fiere internazionali di Spagna e Grecia.

 

E allora cosa resta?

 

Resta l’amarezza.

Resta l’immagine di una Sicilia sospesa tra emergenze strutturali e futilità irrinunciabili. Una terra che preferisce il folklore alla responsabilità, il consenso facile alla fatica delle riforme. Una politica che, davanti ai problemi seri, risponde con un vassoio di dolci.

Non si rafforzano i servizi essenziali, ma si esporta la cannolo-terapia. Perché governare è difficile, intrattenere è molto più semplice.

Speriamo almeno che in Grecia e in Spagna abbiano mangiato buoni cannoli. Qui, intanto, l’amaro resta tutto.