La giunta regionale siciliana, presieduta da Renato Schifani, ha approvato le nuove linee guida per la gestione degli invasi cosiddetti “minori”, uno strumento pensato per tutelare le risorse idriche e migliorare la manutenzione dei bacini artificiali di dimensioni ridotte presenti nell’Isola.
La delibera definisce i criteri del “Progetto di gestione degli invasi”, redatto dall’Autorità di bacino della Presidenza della Regione, con l’obiettivo di garantire una corretta gestione delle opere esistenti e incentivare la realizzazione di nuovi impianti destinati a piccoli comprensori agricoli o a limitate esigenze potabili.
Le nuove indicazioni riguardano gli invasi che non rientrano nella normativa nazionale sulle grandi dighe: in particolare quelli con una capacità inferiore al milione di metri cubi e con sbarramenti più bassi di 15 metri. Al centro del provvedimento ci sono le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, come lo svaso, la rimozione dei sedimenti e il ripristino della piena funzionalità degli impianti.
Il piano consente di programmare nel tempo gli interventi necessari per mantenere o recuperare la capacità utile degli invasi, assicurare il corretto funzionamento degli scarichi e delle prese d’acqua e favorire il naturale trasporto dei sedimenti a valle delle dighe, elemento essenziale per l’equilibrio dei corsi d’acqua.
Grande attenzione è riservata anche alla tutela ambientale: il progetto individua infatti misure specifiche per ridurre l’impatto delle operazioni di manutenzione sulla qualità delle acque e sugli ecosistemi interessati, definendo le modalità più idonee per l’utilizzo degli scarichi profondi.
Il Progetto di gestione è coerente con la normativa europea e nazionale e con i principali strumenti di pianificazione regionale, dal Piano di tutela delle acque ai Piani di gestione del rischio idrogeologico e di alluvione. Per i nuovi invasi che rientreranno in questo ambito, il piano dovrà essere predisposto già in fase di progettazione e farà parte integrante della manutenzione dell’opera, con particolare riferimento alla gestione dei sedimenti.
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Turismo, approvato il Programma triennale di sviluppo 2026-2028
La giunta regionale ha approvato il Programma triennale di sviluppo turistico 2026-2028, il principale strumento di governance del settore che definisce la strategia della Sicilia per il prossimo triennio. Il documento punta a consolidare il posizionamento dell’Isola tra le principali destinazioni turistiche internazionali, orientando le politiche di promozione e l’utilizzo delle risorse finanziarie regionali ed extraregionali.
Il programma analizza le evoluzioni del mercato globale e fornisce le linee guida operative per rendere il sistema turistico siciliano più moderno, competitivo e capace di generare nuova occupazione.
«Dotiamo la Sicilia di uno strumento strategico costantemente aggiornato, in grado di potenziare il nostro sistema turistico e creare valore per tutto l’indotto – dichiara l’assessore regionale al Turismo, allo sport e allo spettacolo Elvira Amata – con l’obiettivo di anticipare i cambiamenti del mercato e valorizzare sempre di più le bellezze del nostro patrimonio».
Tra le direttrici fondamentali del piano c’è il monitoraggio continuo dei flussi turistici, che negli ultimi anni hanno registrato incrementi costanti, e l’attenzione alle nuove esigenze dei viaggiatori, in particolare su sostenibilità, digitalizzazione e turismo esperienziale. Il programma mira inoltre a rafforzare sia i mercati tradizionali sia quelli emergenti.
Un ruolo centrale è attribuito alla destagionalizzazione e alla delocalizzazione dei flussi, per distribuire meglio le presenze sul territorio e durante tutto l’arco dell’anno. Previsto anche il rafforzamento del brand “Sicilia” attraverso una presenza coordinata nelle principali fiere di settore, con una promozione orientata ai mercati internazionali e in linea con le strategie dell’Unione europea e con gli obiettivi dell’Agenda 2030.