Il governo regionale accelera sul South working. Con una delibera di giunta, l’esecutivo guidato da Renato Schifani ha approvato il decreto attuativo dell’articolo 3 della legge di Stabilità 2026-2028 che introduce gli “Incentivi a sostegno del lavoro agile – South working”.
A commentare il provvedimento è l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, che parla di «una misura di politica economica che incentiva la permanenza e il rientro delle professionalità, promuovendo un modello di lavoro moderno e sostenibile».
Cosa prevede la misura
Il decreto dà attuazione alla norma regionale che istituisce un plafond destinato alle imprese che assumono a tempo indeterminato lavoratori in modalità agile.
L’obiettivo è sostenere sia i residenti in Sicilia sia i professionisti che scelgono di rientrare nell’Isola dopo esperienze lavorative fuori regione o all’estero.
«Attraverso il plafond istituito – spiega Dagnino – sosteniamo concretamente le imprese che assumono a tempo indeterminato, in modalità di lavoro agile, lavoratori residenti nell’isola o che ne favoriscono il rientro. Si tratta di un passo fondamentale per contrastare la dispersione dei talenti e invertire la tendenza all’emigrazione professionale dalla Sicilia».
Tempistiche e iter
Come previsto dalla legge, il decreto è stato adottato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della finanziaria regionale.
Adesso il testo sarà trasmesso alla commissione Bilancio dell’Ars per il parere di competenza, passaggio necessario prima dell’operatività definitiva degli incentivi.
Il nodo della fuga dei giovani
Il tema del South working è diventato centrale negli ultimi anni, soprattutto dopo la diffusione strutturale del lavoro da remoto. In Sicilia, e anche nella provincia di Trapani, il fenomeno dell’emigrazione giovanile e professionale continua a incidere sul tessuto economico e sociale.
Molti giovani laureati e tecnici specializzati lasciano l’Isola per trovare occupazione stabile al Nord o all’estero. L’obiettivo della Regione è intercettare proprio questa fascia di lavoratori, creando le condizioni per restare o tornare, senza rinunciare a contratti stabili e a prospettive di carriera.
Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia di rilancio dell’occupazione qualificata, con l’ambizione di trasformare il lavoro agile in uno strumento strutturale di sviluppo per il territorio siciliano.