La giunta regionale, su proposta degli assessori Mimmo Turano e Alessandro Dagnino, ha dato il via libera al “prestito d’onore per gli studenti universitari”, misura prevista dalla legge regionale 28 del 18 novembre 2024. Si tratta di un fondo da 6 milioni di euro destinato al diritto allo studio, pensato per sostenere studenti meritevoli e con limitate possibilità economiche.
Il prestito prevede un finanziamento fino a 10 mila euro, ottenibile senza necessità di garanzie e con rimborso decennale. L’erogazione sarà gestita da Irfis-FinSicilia, la finanziaria regionale.
«Con questa misura – sottolinea l’assessore Turano – sosteniamo il diritto allo studio, garantendo ai giovani pari opportunità di accesso all’università. Dopo il confronto in commissione Cultura dell’Ars, abbiamo apportato le modifiche necessarie e ora il prestito diventa realtà».
Secondo l’assessore Dagnino, «investire sui giovani significa mettere la Sicilia nelle condizioni di essere scelta. Offriamo agli studenti uno strumento concreto per costruire il proprio percorso di studi senza lasciare la nostra terra».
Possono accedere al prestito gli iscritti ai corsi di primo anno o agli anni successivi degli atenei e degli istituti universitari con sede in Sicilia, con Isee non superiore a 20 mila euro.
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Schifani: «Prestito d’onore, risposta concreta al diritto allo studio»
«Con il prestito d’onore per gli universitari diamo una risposta concreta al diritto allo studio. Nessun giovane siciliano deve rinunciare all’università per motivi economici». Così il presidente della Regione, Renato Schifani, commenta il via libera della giunta alla nuova misura destinata agli studenti universitari.
Il prestito d’onore, previsto dalla legge regionale 28 del 2024 e finanziato con 6 milioni di euro, consente di ottenere fino a 10 mila euro senza necessità di garanzie e con rimborso decennale. La misura è gestita da Irfis-FinSicilia e rivolta agli studenti con Isee fino a 20 mila euro.
«Investire sui nostri studenti – aggiunge Schifani – significa investire sul futuro della Sicilia, trattenere talenti e costruire una società più giusta e competitiva. La Sicilia diventa così una terra di opportunità, dove crescere e formarsi senza dover necessariamente trasferirsi altrove».
La misura conferma l’impegno del governo regionale per garantire pari opportunità di accesso all’istruzione universitaria e sostenere concretamente le famiglie siciliane.