Da rifare il processo a Lorena Lanceri, amante di Matteo Messina Denaro
La Cassazione ha annullato la sentenza d’appello nei confronti di Lorena Lanceri, di Campobello di Mazara, amante di Matteo Messina Denaro. Accolto il ricorso della Procura generale di Palermo: il processo dovrà essere rifatto. La donna era stata condannata a 5 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa.
L’annullamento della Cassazione
La Suprema Corte ha annullato la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello, ritenendo errata la riqualificazione del reato. I giudici di secondo grado avevano infatti ridotto la condanna iniziale, escludendo l’aggravante dell’agevolazione di Cosa nostra e parlando di semplice favoreggiamento.
Una valutazione giudicata non corretta dalla Cassazione, che ha disposto un nuovo processo d’appello.
La condanna di primo grado
In primo grado, il Gup Stefania Brambille aveva inflitto a Lanceri 13 anni e 4 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, la donna aveva garantito ospitalità, assistenza e supporto stabile alla latitanza di Matteo Messina Denaro, non solo negli ultimi periodi ma anche prima della cattura.
Il ruolo nei confronti del boss
Secondo le ricostruzioni investigative, Lorena Lanceri faceva parte della rete di protezione del superlatitante. Un aiuto considerato continuativo e consapevole, che avrebbe contribuito a garantire a Messina Denaro una vita regolare durante la latitanza.
Nei suoi confronti erano emerse anche dichiarazioni spontanee rese in appello, nelle quali aveva ammesso la frequentazione con il boss, sostenendo però di non conoscerne la vera identità.
Il legame con la famiglia Bonafede
Lorena Lanceri è legata alla famiglia Bonafede: è nipote di Leonardo Bonafede, capomafia di Campobello di Mazara morto nel 2020, ed è cognata di Andrea Bonafede, ex dipendente comunale finito in carcere perché avrebbe prestato l’identità a Matteo Messina Denaro.
Un contesto familiare che, secondo l’accusa, rafforzerebbe la consapevolezza del ruolo svolto.
La posizione del marito
Nel procedimento è coinvolto anche il marito della donna, Emanuele Bonafede. Per lui la condanna a 4 anni e 4 mesi è diventata definitiva: la Cassazione ha infatti confermato la sentenza.
I pizzini e i rapporti personali
Secondo gli atti, Lanceri sarebbe stata un canale di comunicazione tra Messina Denaro e altri soggetti del suo entourage. Il pm di Palermo Gianluca De Leo ha ipotizzato che la donna avrebbe fatto da messaggera dei pizzini scambiati tra il boss e Laura Bonafede.
I rapporti tra Lorenza Lanceri e Matteo Messina Denaro non sarebbero stati solo di natura personale. Gli inquirenti parlano di un legame stretto e continuativo, documentato anche da appunti e rendiconti economici legati alle spese del latitante.
La cattura e gli sviluppi successivi
Dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, avvenuto il 16 gennaio 2023 alla clinica La Maddalena di Palermo, i coniugi si sono presentati spontaneamente ai carabinieri. Entrambi sono poi finiti in carcere.
Lanceri è stata anche accusata di essersi presa cura del boss durante i numerosi interventi chirurgici affrontati negli ultimi anni della latitanza.
Cosa succede adesso
Il procedimento torna davanti a una nuova sezione della Corte d’Appello. I giudici dovranno rivalutare la posizione di Lorena Lanceri, attenendosi ai rilievi della Cassazione.
Resta confermata, invece, la condanna definitiva per il marito. Per l’amante di Matteo Messina Denaro, la partita giudiziaria è tutt’altro che chiusa.
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