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23/01/2026 06:00:00

Paradosso a Trapani: ok ai lavori sulle fogne, poi la melma che scoppia in strada 

Quarantuno milioni di euro messi nero su bianco per sistemare un sistema fognario dichiarato fragile e superato. Poi, poche ore dopo, la melma che esce dai tombini. È questa la sequenza che racconta meglio quello che è accaduto a Trapani tra il 21 e il 22 gennaio, nelle strade a ridosso di via Santa Costanza.

La Giunta comunale, proprio il 21 gennaio, approva il Documento di fattibilità per gli interventi di difesa idraulica e l’adeguamento del sistema fognario di acque miste: un piano da oltre 41 milioni di euro, che certifica la necessità di interventi strutturali su una rete ormai obsoleta. Nella stessa sera, però, la realtà si presenta sotto forma di melma nera e maleodorante che risale dall’asfalto.

Succede in via della Giarrotta, una traversa che precede via Santa Costanza. Un tombino sprofondato inizia a rigurgitare liquami, l’acqua sporca invade la carreggiata, l’odore di fogna è fortissimo. I residenti filmano tutto. Le immagini fanno il giro delle chat e diventano l’ennesima prova che il problema non è teorico né lontano, ma quotidiano e concreto.

Non è un caso isolato. Le strade coinvolte – via della Giarrotta, via Santa Costanza, via dell’Uva e via Madonna di Fatima – sono adiacenti, collegate allo stesso sistema fognario principale. Cambiano i nomi delle vie, ma sotto l’asfalto corre la stessa rete. Quando qualcosa cede in un punto, le conseguenze si manifestano subito anche negli altri.

Ed è quello che i residenti segnalano da settimane. Già dal 24 dicembre, nelle abitazioni tra via Santa Costanza e via dell’Uva, famiglie intere hanno iniziato a stare male: vomito, diarrea, forti dolori addominali. In un primo momento si è pensato all’influenza, ma i sintomi non passavano, anche tra persone vaccinate, mentre dai rubinetti continuava a sentirsi odore di fognatura.

Le analisi dell’acqua, arrivate nei giorni successivi, hanno confermato la non potabilità: presenza di Escherichia coli, batteri coliformi ed enterococchi, parametri che per legge dovrebbero essere pari a zero. Anche dopo la pulizia delle cisterne e dei pozzetti, una seconda analisi ha restituito valori ancora fuori norma. Il problema riguarda almeno sei palazzi, con circa venti bambini, alcuni molto piccoli, oltre a donne in gravidanza, neomamme e anziani fragili. Qui il tema non è tecnico: è sanitario.

Dopo la fuoriuscita di melma, il sindaco Giacomo Tranchida ha effettuato un sopralluogo, spiegando che l’area è una zona di confluvio tra le reti fognarie di Trapani ed Erice. «Qui avevamo già registrato inquinamenti nelle settimane scorse – ha detto – e le imprese incaricate hanno individuato alcuni guasti. Aspettiamo gli esiti delle analisi per capire se le riparazioni siano sufficienti».

I lavori per individuare le perdite fognarie sono concentrati lungo via Madonna di Fatima, dove restano scavi aperti per localizzare il punto esatto del problema. La fuoriuscita di melma in via della Giarrotta, secondo il sindaco, sarebbe stata aggravata anche dalla pioggia caduta nella notte: «Le acque sono tornate indietro perché hanno trovato un’ostruzione», ha spiegato, ipotizzando un cedimento della vecchia condotta fognaria oppure, nel peggiore dei casi, scarichi privati impropri.

Tranchida ha parlato apertamente di reti fognarie di vecchia generazione, difficili da monitorare senza interventi mirati e progressivi, assicurando che l’obiettivo è arrivare a una soluzione tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Nel frattempo, però, i cittadini fanno i conti con strade invase da liquami, acqua chiusa in casa, autobotti pagate di tasca propria e la paura per la salute dei più fragili.

Il giorno dopo l’episodio, 22 gennaio, arriva anche la risposta politica: la richiesta di un Consiglio comunale straordinario e urgente, poi convocato per il 7 febbraio, dedicato proprio agli interventi di difesa idraulica e al sistema fognario cittadino. Un passaggio che certifica come l’emergenza, partita dalla strada, sia ormai diventata questione istituzionale.