Gentile redazione di TP24,
nella matassa di una campagna elettorale in cui al momento prevalgono tatticismi e tentativi di posizionamento, sembrano latitare contenuti, idee e strategie. Eppure un’osservazione attenta della realtà imporrebbe una prova di maturità e una coesione basata non su interessi esterni o di parte, ma su obiettivi di largo respiro e condivisibili, nell’interesse dei bisogni della nostra amata Città e dei cittadini, e tali da superare le barriere delle rigide appartenenze e delle posizioni statiche.
Uno degli argomenti che più andrebbe preso a cuore è, a mio modesto parere, quello della formazione e del lavoro. Un’amministrazione locale è chiamata a giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo del territorio, promuovendone la crescita, anche in termini di opportunità di lavoro. Non mi riferisco solo alle assunzioni di nuovo personale – indispensabile per aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa – ma, in special modo, all’implementazione di politiche mirate che abbraccino le professionalità e i settori produttivi, che promuovano la formazione di qualità e misure di sostegno alle imprese e all'occupazione.
Ciò va fatto con proposte di azioni concrete, in linea con un progetto di Città che tutela e valorizza i suoi figli, i suoi talenti e le sue risorse. Sempre più spesso i giovani marsalesi scelgono di formarsi o di trovare occupazione altrove. Non possiamo fargliene una colpa se i decisori politici locali e regionali finora non hanno trovato
soluzioni efficaci. I nostri figli hanno il diritto di scegliere un presente e futuro che possano garantirgli una prospettiva di crescita, la possibilità di crearsi una famiglia, di avere stabilità e di ricevere soddisfazioni umane e professionali secondo le loro aspirazioni.
Ma, oltre a chi parte, ai cervelli in fuga che vorremmo far tornare, non possiamo dimenticare chi resta, e lo fa per varie motivazioni, per scelta o per impossibilità. I giovani sono sempre più lontani dalle dinamiche politiche e sociali, rassegnati a un’apatia e a un disimpegno che rappresentano un vero spreco. Come esperto di programmazione nel settore dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile mi confronto con esperienze di contesti esterni che hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di
scegliere una politica di sviluppo e di avviare la transizione verso una governance moderna e modelli più efficaci e sostenibili. Abbiamo il dovere di costruire e attuare una strategia per garantire un futuro a giovani e meno giovani, per far crescere l’economia del territorio e migliorare la qualità della vita. E’ tempo di uscire dalla zona di comfort, di attingere al potere delle idee e alle migliori risorse, di aprirsi ad una visione nuova e rispondente ai bisogni collettivi.
Giovanni Di Girolamo