La frana non si ferma: a Niscemi altri crolli, pezzi di case nel vuoto
La terra continua a muoversi, le case continuano a cadere. A Niscemi la frana “cammina” ancora e lo fa portandosi via altri pezzi di città. Nelle ultime ore nuove porzioni di edifici già compromessi si sono staccate, precipitando nel vuoto. È l’ennesimo segnale che l’emergenza è tutt’altro che conclusa.
Nella zona rossa la situazione resta critica. I vigili del fuoco sono tornati a operare senza sosta: circa 80 interventi solo per consentire agli sfollati di recuperare beni essenziali dalle abitazioni dichiarate inagibili. Un lavoro delicato, fatto tra crepe che si allargano e strutture che cedono senza preavviso.
Una città ferita e isolata
Niscemi, già colpita duramente dallo smottamento, è diventata anche una città isolata. La viabilità è disastrata: due strade provinciali restano impraticabili, i collegamenti sono ridotti al minimo. Quattro pullman, nessun treno. Spostarsi è un’odissea quotidiana per studenti, lavoratori e pendolari.
La frana, spiegano i tecnici, continua a spingere l’intero fronte urbano verso la piana di Gela. Un movimento lento ma costante, che rende ogni previsione incerta e ogni giorno più fragile di quello precedente.
Si torna a scuola, ma con gli psicologi in classe
In mezzo a questo scenario, Niscemi prova a dare un segnale di ripartenza. Le scuole hanno riaperto nelle aree considerate sicure, ma non è un ritorno alla normalità. In classe, accanto agli insegnanti, ci sono gli psicologi, chiamati ad aiutare bambini e ragazzi ad affrontare lo shock della frana, della perdita della casa, della paura che non passa.
Un rientro cauto, necessario, mentre intanto si continua a monitorare la stabilità degli edifici rimasti in bilico. Tra questi anche il palazzo che ospita la biblioteca comunale “Angelo Marsiano”, con migliaia di volumi a rischio.
“Non possiamo restare inermi”
Nei giorni scorsi il vescovo ha celebrato messa tra gli sfollati. Un gesto simbolico, ma anche un richiamo forte alle istituzioni: «Non possiamo restare inermi». Perché a Niscemi non basta più raccontare l’emergenza. Serve capire se e come questa città potrà essere messa davvero in sicurezza. E soprattutto quanto tempo ancora dovrà convivere con una frana che, giorno dopo giorno, continua a prendersi pezzi di futuro.
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