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01/02/2026 06:00:00

A Niscemi la frana avanza sotto la pioggia e la Sicilia fa i conti con l’emergenza Harry

La terra continua a muoversi a Niscemi, mentre da oltre 48 ore una pioggia incessante si abbatte sulla città. Nel pomeriggio di ieri un nuovo, drammatico crollo: una palazzina di tre piani, nel quartiere Sante Croci, è precipitata nel burrone aperto dalla frana, sbriciolandosi lungo il costone di sabbia e argilla che da giorni continua a cedere. Il movimento franoso, tutt’altro che arrestato, conferma i timori dei tecnici e rende sempre più concreta l’ipotesi di un allargamento della zona rossa, attualmente fissata a 150 metri dal fronte del dissesto.

 

Il crollo dopo giorni in bilico

L’edificio era rimasto sospeso nel vuoto per circa cinque giorni, appoggiato su un margine ormai instabile. Nel pomeriggio, complice l’ulteriore saturazione del terreno causata dalle piogge, la struttura ha ceduto completamente, precipitando per circa 50 metri.

Dall’alto, come mostrano le riprese aeree, il crollo ha lasciato esposti gli interni degli appartamenti: mobili, elettrodomestici, giochi per bambini, fotografie di famiglia rimaste appese alle pareti squarciate. Tracce di vite interrotte che non torneranno più in quelle case.

Secondo il funzionario dei vigili del fuoco di Caltanissetta, Francesco Turco, il cedimento è direttamente collegato alle piogge abbondanti degli ultimi giorni: «Il terreno sottostante era già seriamente compromesso. Le precipitazioni hanno accelerato l’erosione e il peso della struttura non ha più retto».

 

 

Una frana che “cammina” verso il centro abitato

La pioggia non accenna a fermarsi e il movimento franoso continua a “camminare” verso il centro urbano, aggravando una situazione già drammatica. Gli esperti non escludono che nelle prossime ore possano verificarsi altri cedimenti, soprattutto nelle aree dove le abitazioni risultano già lesionate o parzialmente squarciate.

La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, al momento contro ignoti. L’obiettivo è ricostruire anni di ritardi, mancati interventi di consolidamento e verificare se scarichi abusivi o pozzi abbiano contribuito ad aggravare una fragilità geomorfologica già nota.

 

Le immagini della Rai del 12 ottobre 1997 quando, esattamente come oggi, un intero versante della collina scivola. Non un crollo improvviso, ma un movimento inesorabile che costrinse, anche allora all’evacuazione di intere famiglie.

 

 

 

“Niscemi è la priorità dell’Italia”

«Oggi Niscemi è la priorità dell’Italia». Lo ha detto, visibilmente commossa, la presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Domenica Motta, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. In platea anche il procuratore di Gela Salvatore Vella, che coordina le indagini sulla frana. Nel frattempo la Protezione civile nazionale continua a monitorare l’area. Un’ordinanza firmata dal capo dipartimento Fabio Ciciliano prevede: analisi del rischio idrogeologico sull’intero territorio comunale; indagini geognostiche e geotecniche; monitoraggio strumentale continuo per individuare l’evoluzione del dissesto.

Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha inoltre istituito una commissione di studio per approfondire cause, velocità del movimento franoso e rischio residuo. Il presidente della Regione Renato Schifani annuncia un confronto imminente con tutte le parti coinvolte per definire interventi rapidi e mirati sulla ricostruzione.

 

Scuole, viabilità e beni culturali sotto osservazione

Nonostante l’emergenza, lunedì riapriranno le scuole. I 323 alunni dei plessi inagibili San Giuseppe e Belvedere saranno ospitati in altri istituti. Sono in corso i trasferimenti di banchi e materiali didattici, effettuati con il supporto dei vigili del fuoco.

Sul fronte viabilità è stato completato il bypass tra le provinciali 10 e 12: una parte è già percorribile, mentre il completamento è previsto la prossima settimana.

Lunedì è atteso anche il sopralluogo dell’assessorato regionale ai Beni culturali. L’assessore Francesco Paolo Scarpinato, insieme alla soprintendente Daniela Vullo, verificherà lo stato di chiese storiche e di Palazzo Iacona di Castellana, per avviare interventi urgenti di messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico.

 

Salvini nei luoghi colpiti dal ciclone 

La tragedia di Niscemi si inserisce in un quadro regionale ancora segnato dagli effetti del ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha devastato ampie zone della Sicilia.

Venerdì presidente Schifani e il vicepremier Matteo Salvini hanno effettuato un sopralluogo a Furci Siculo, nel Messinese, dove le mareggiate hanno distrutto il lungomare.
Schifani ha assicurato la disponibilità delle risorse regionali: 90 milioni già stanziati, ristori per le attività commerciali, esenzione dai canoni demaniali e fondi per agricoltura e pesca. «La sfida – ha detto – è la velocizzazione delle procedure».

 

 

 

La polemica politica

Parole che non hanno spento le polemiche. La vicecapogruppo M5S alla Camera, Ilaria Fontana, ha attaccato duramente Salvini: «Per il ministro è investimento solo ciò che dà dividendi su TikTok. Intanto da qui al 2034 ci sono 6,5 miliardi di tagli al contrasto del dissesto idrogeologico. Il Ponte sullo Stretto non può essere una priorità davanti a regioni sventrate».

 

Il 12 febbraio la Sicilia chiama l’Italia a Niscemi

Il 12 febbraio Niscemi ospiterà la riunione plenaria della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, su iniziativa del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.
Un appuntamento che punta a riportare l’attenzione nazionale su una Sicilia colpita non solo dal maltempo, ma anche da anni di fragilità strutturali e ritardi.

Intanto, sotto la pioggia che continua a cadere, la frana di Niscemi resta una ferita aperta. E ogni ora che passa rende più urgente una risposta non solo emergenziale, ma strutturale.

 

 "Gli edifici sul ciglio della frana sono 137"

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha dichiarato che 137 edifici si trovano entro 50 metri dal ciglio della frana e che i proprietari non potranno più rientrare nelle loro abitazioni a causa dell’elevata pericolosità dell’area, dove non è possibile nemmeno recuperare gli effetti personali. È già crollata una palazzina di tre piani. La situazione è costantemente monitorata con voli di controllo ogni tre ore, anche dalla Protezione civile, e resta confermata una zona rossa di 150 metri. Si sta lavorando a una mappatura dettagliata della frana per garantire la sicurezza. Sul fronte della viabilità, è in corso il recupero della trazzera Niscemi–San Michele di Ganzaria, che potrebbe riaprire entro una settimana per gli agricoltori. Infine, riguardo all’inchiesta della procura di Gela, il sindaco ha ribadito che il Comune è parte lesa e ha difeso la dignità e l’importanza della comunità di Niscemi.

 

A Linosa il ciclone Harry ha fatto danni mai visti

Il ciclone Harry ha lasciato a Linosa danni “mai visti prima”, come emerge con forza dalle parole di Claudia Lanteri e Dario D’Emanuele. Lanteri, autrice del romanzo L’isola e il tempo, ambientato e ispirato a Linosa, sottolinea innanzitutto «il sollievo di sapere che non ci sono state vittime», ma avverte che «le ricadute a lungo termine rischiano di essere tragiche: i danni economici, paesaggistici e di memoria sono ingenti». La scrittrice parla di strade e tratti di litorale «completamente spazzati via da onde alte dieci metri», di porti gravemente danneggiati e del rischio concreto di isolamento: «È stata colpita una delle zone portuali fondamentali per i collegamenti, e Linosa vive di un turismo concentrato in poche settimane l’anno». Ancora più profonda, per lei, è la ferita simbolica: «Vedere cancellati luoghi che sembravano immutabili è stato come assistere a uno strappo nella memoria dell’isola». Dario D’Emanuele, giovane linosano, racconta lo stesso trauma dal punto di vista della comunità: «In ventiquattro ore è cambiato il volto di metà dell’isola, ed è stato sconvolgente per tutti, giovani e anziani». Il ciclone, aggiunge, ha fatto riemergere problemi strutturali mai risolti: «I moli erano già rischiosi prima, oggi ci rendiamo conto dell’urgenza di metterli in sicurezza, perché sono l’unica via per raggiungere la terraferma». Eppure, dalla tragedia può nascere una possibilità: «Mi auguro che questa catastrofe diventi un trampolino di lancio per risollevare Linosa», mentre Lanteri richiama le istituzioni alle proprie responsabilità: «Lo Stato non deve lasciare soli i cittadini e la ricostruzione deve avvenire con attenzione, senza cedere alla fretta», per non tradire l’identità profonda dell’isola. 

 

Della situazione a Linosa ne abbiamo parlato con la scrittrice Claudia Lanteri e con Dario D'Emanuele

 

 

 Ciclone Harry al via i lavori a Linosa

L’assessorato regionale all’Agricoltura ha pubblicato un avviso per la segnalazione dei danni subiti dalle imprese agricole colpite dal ciclone Harry. Le istanze potranno essere presentate fino al 15 febbraio. Intanto partono martedì 3 febbraio i lavori al porto di Linosa e lungo la strada di accesso alla centrale elettrica, gravemente danneggiati dalle mareggiate. Interventi in somma urgenza per evitare interruzioni di servizi essenziali.