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02/02/2026 18:16:00

 Badia Grande, una raffica di sentenze favorevoli: assoluzione penale e maxi crediti.

Una serie di decisioni giudiziarie, penali e civili, che segnano un passaggio chiave nella lunga e complessa vicenda di Cooperativa Badia Grande. Le ultime sentenze, sottolineano i legali dell’ente, confermano la correttezza dell’operato della cooperativa e dei suoi dirigenti, ribaltando accuse e contenziosi che negli anni avevano pesato in modo significativo sull’attività e sui lavoratori.

 

L’assoluzione penale: «Il fatto non sussiste»

 

Pochi giorni fa il Tribunale di Trapani, giudice Roberta Nodari, ha assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” Antonio Manca, all’epoca dei fatti legale rappresentante di Badia Grande.

Manca, difeso dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Donatella Buscaino, era imputato per frode nelle pubbliche forniture, falso e truffa, in relazione alla gestione del CAS di Valderice tra il 2017 e il 2019.

Secondo il Tribunale, i servizi resi dalla cooperativa sono stati svolti in piena conformità alla convenzione stipulata con la Prefettura di Trapani il 28 aprile 2017 e rinegoziata nel settembre 2019. È stato inoltre riconosciuto che Badia Grande ha operato in costante collaborazione con la Prefettura, sottoponendosi ai controlli ispettivi e garantendo trasparenza e correttezza nell’erogazione dei servizi, come emerso nel corso del dibattimento.

 

La sentenza civile: oltre 1,2 milioni di euro contro la Prefettura di Trapani

 

Sul fronte civile, l’11 ottobre 2025 il Tribunale di Palermo – Sezione V Civile, con sentenza n. 3896/2025, ha condannato la Prefettura di Trapani a pagare 1.251.553,01 euro, oltre interessi moratori per oltre 500 mila euro, per i servizi resi da Badia Grande nel biennio 2020-2021.

Il riconoscimento riguarda la gestione del CPR di Trapani Milo e del CAS di Villa Sant’Andrea, trasformato in Centro Quarantena durante l’emergenza Covid-19. I giudici hanno applicato il principio dell’ingiustificato arricchimento della Pubblica Amministrazione, riconoscendo l’attività straordinaria svolta dalla cooperativa su esplicita richiesta delle autorità, anche in assenza di una convenzione formale.

La Prefettura ha proposto appello limitatamente a una piccola parte dell’importo e agli interessi, ma – evidenziano i legali – il giudicato si è formato sul 99% della sorte capitale. Nonostante ciò, ad oggi non risulta effettuato alcun pagamento, situazione che ha già portato alle proteste dei lavoratori e all’intervento delle organizzazioni sindacali.

In questo procedimento la cooperativa è stata assistita dallo studio SLP Legal Consulting con gli avvocati Massimo Petrucci, Alessandra Indovina e Girolamo Artale.

 

Il contenzioso con la Prefettura di Agrigento

 

Un altro capitolo riguarda la gestione emergenziale dell’Hotspot di Lampedusa. Il 17 giugno 2025 il Tribunale di Palermo ha emesso un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo da oltre 1 milione di euro nei confronti della Prefettura di Agrigento, più interessi e spese.

In questo caso, la Prefettura ha successivamente sottoscritto una transazione, riconoscendo gran parte delle pretese creditorie di Badia Grande, mostrando – sottolinea il comunicato – attenzione alle difficoltà vissute dai lavoratori. La cooperativa era assistita dagli avvocati Luigi e Vera Sciarrino.

 

Il precedente del 2023

 

Già nel febbraio 2023, con sentenza n. 836/2023, il Tribunale di Palermo aveva riconosciuto a Badia Grande un credito di 1.775.945,39 euro, oltre interessi per oltre 565 mila euro, sempre nei confronti della Prefettura di Trapani, per i servizi resi tra il 2017 e il 2019 nei centri di Trapani-Milo e Villa Sant’Andrea. Anche in questo caso è pendente un appello limitato a una parte dell’importo.

 

«Risposte oggettive a chi dubitava»

 

Secondo i legali della cooperativa, l’insieme delle sentenze penali e civili rappresenta una risposta “oggettiva” a chi, anche in contesti istituzionali, aveva messo in dubbio la correttezza, l’onestà e l’affidabilità di Badia Grande e dei suoi dirigenti.

Una vicenda giudiziaria che, numeri e pronunce alla mano, ridisegna profondamente il quadro attorno a uno dei soggetti più discussi nella gestione dell’accoglienza in provincia di Trapani. Sapere, per capire.