La tragedia del primo gennaio di Crans-Montana, in Svizzera, nella quale sono morti 40 giovani, sei dei quali italiani, è stata messa in relazione alla separazione delle carriere dei magistrati, che sarà oggetto di referendum costituzionale il 22 e 23 marzo. Il governo italiano ha richiamato l’ambasciatore nella Confederazione Elvetica, con la motivazione di avviare una collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi.
Il sistema giudiziario svizzero, figlio di una cultura liberale, è garantista e la privazione della libertà rappresenta una ratio extrema, al punto che è possibile pagare una cauzione per ottenere una misura cautelare alternativa. Nella fattispecie, a Jacques Moretti, gestore del Constellation, è stato concesso tale provvedimento. Inoltre, le autorità hanno autorizzato il rilascio a condizioni rigorose: oltre al deposito, ha dovuto consegnare tutti i suoi documenti d’identità e di soggiorno alla Procura e deve presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia.
Piaccia o meno, dura lex sed lex elvetica. Richiamare l’ambasciatore per tale motivazione è un’ingerenza, esercitata da un governo sovranista, che ha il sapore del Marchese del Grillo: «Io so’ io, e voi non siete un cazzo». E proprio in vista della consultazione referendaria sulla separazione delle carriere dei magistrati, da Berna e dintorni hanno riferito che tale ordine da loro è già vigente. Della serie: ci criticate, ma poi ci copiate.
Inoltre, la legge Nordio n. 114/2024 ha introdotto l’interrogatorio preventivo, stabilendo che il giudice interroghi l’indagato prima di emettere misure cautelari personali. L’intenzione è quella di garantire il diritto di difesa e la presunzione di innocenza, autorizzando il giudice a valutare le ragioni dell’indagato, che ha accesso agli atti, prima di limitarne la libertà.
Se la ragione del referendum è collocare sullo stesso piano accusa e difesa, si ricorda che l’articolo 358 del Codice di procedura penale impone l’obbligo per il PM di svolgere indagini anche per accertare fatti e circostanze a favore della persona sottoposta a investigazioni. Se poi la norma è disattesa, si nutre qualche dubbio che la separazione delle carriere possa risanare il vulnus.
In sintesi, anche in ragione della decennale contrapposizione – perifrasi – tra politici italiani e magistratura, non si è nella posizione di dare lezioni di diritto ai cantoni elvetici, che hanno nel garantismo un lighthouse direzionale.
Vittorio Alfieri