Il Circolo del Partito Democratico di Marsala prende una posizione netta contro ogni tentativo di legittimazione delle ideologie neofasciste all’interno delle istituzioni. Al centro della dura presa di posizione del PD locale c’è quanto avvenuto a Roma, dove – solo grazie all’intervento delle opposizioni parlamentari – è stato sventato l’utilizzo della sala stampa di Montecitorio per dare voce a esponenti di CasaPound e di gruppi neonazifascisti.
Un episodio che il PD marsalese definisce non una semplice provocazione, ma un vero e proprio attacco ai valori fondanti della Repubblica italiana. Mentre a Montecitorio deputati del Partito Democratico e di altre forze democratiche hanno presidiato le istituzioni cantando Bella Ciao e leggendo la Costituzione per impedire l’ingresso a chi si richiama a ideologie liberticide, a Marsala – sottolinea il Circolo – si registra un “silenzio assordante”.
Da qui l’appello rivolto a tutte le forze politiche cittadine, al Consiglio comunale, alla Giunta e in particolare al Sindaco, affinché venga espressa una presa di posizione chiara e inequivocabile. Nel mirino dei dem anche il recente gesto simbolico del primo cittadino, che nei giorni scorsi ha consegnato la Costituzione italiana ai neo-diciottenni marsalesi.
Un’iniziativa che il PD definisce tardiva e dal sapore elettorale, soprattutto alla luce del mancato allontanamento pubblico da chi, quella stessa Carta costituzionale, “vorrebbe calpestarla”.
«Con quale coerenza – si chiede il Circolo – si dona la Costituzione ai giovani se poi non si prendono le distanze da chi ne nega i principi fondamentali?».
Nella nota a firma della segreteria cittadina, guidata da Linda Licari, il Partito Democratico ribadisce che "la democrazia non è un gesto simbolico né una messa in scena, ma una pratica quotidiana di difesa dei valori della Resistenza". E ricorda come "Marsala, città insignita della medaglia d’oro al merito civile, meriti risposte chiare, prese di posizione nette e nessuna ambiguità, soprattutto quando in gioco ci sono i principi antifascisti su cui si fonda la Repubblica".