Non è ancora chiaro chi abbia premuto il grilletto per l’ultima volta nel triplice omicidio avvenuto sui Nebrodi, nel territorio di Montagnareale. Ma un punto sembra ormai acquisito dagli investigatori: almeno uno dei colpi mortali sarebbe stato esploso da una persona diversa dalle tre vittime.
È questa l’ipotesi che prende sempre più corpo nelle indagini coordinate dalla Procura, dopo i primi riscontri balistici e medico-legali.
La dinamica: una sparatoria a distanza ravvicinata
Secondo quanto emerso finora, i colpi che hanno ucciso i tre uomini non sarebbero partiti tutti nello stesso momento. Le autopsie indicano che almeno una delle vittime sarebbe stata raggiunta da un colpo esploso a distanza ravvicinata, incompatibile con una semplice traiettoria accidentale durante una battuta di caccia.
Un dettaglio che indebolisce l’ipotesi del tragico incidente e rafforza quella di una dinamica più articolata, con fasi successive e movimenti diversi sul luogo del delitto.
Chi è il “quarto uomo”
Fin dall’inizio gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione su una quarta persona, presente nella zona al momento della sparatoria, ma non tra le vittime. Un uomo che avrebbe accompagnato uno dei cacciatori e che si sarebbe allontanato poco prima o subito dopo gli spari.
Il suo ruolo è al centro delle verifiche: non è formalmente indagato, ma la sua versione dei fatti è al vaglio dei carabinieri, insieme ai tabulati telefonici e agli spostamenti registrati nelle ore precedenti e successive alla tragedia.
Nessuna pista esclusa
Restano aperte tutte le ipotesi:
– un conflitto improvviso degenerato in violenza;
– una sequenza di colpi esplosi in momenti diversi;
– una responsabilità esterna al gruppo dei tre cacciatori.
Gli investigatori escludono, almeno per ora, collegamenti con ambienti criminali organizzati, ma sottolineano che la ricostruzione definitiva richiederà ulteriori accertamenti tecnici.
Funerali ancora sospesi
Le salme restano a disposizione dell’autorità giudiziaria. I funerali sono stati rinviati in attesa di nuovi sviluppi, segno che l’inchiesta è tutt’altro che conclusa.
La certezza, al momento, è una sola: quella mattina sui Nebrodi non si è trattato di un semplice incidente di caccia. E l’ombra di un quarto uomo continua ad allungarsi su una delle vicende più oscure degli ultimi anni in Sicilia.