I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo hanno eseguito nei giorni scorsi un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di 58mila euro, emesso dal GIP del Tribunale di Termini Imerese, nei confronti di due coniugi del Palermitano indagati per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.
Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa delegata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese e condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Bagheria, nell’ambito dei controlli di polizia economico-finanziaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la coppia, originaria di Piana degli Albanesi, avrebbe aperto una partita IVA nel settore agricolo intestata alla moglie, procedendo successivamente alla fittizia trasformazione in impresa agricola di una ditta già esistente e riconducibile al marito, ma di fatto non più operativa. L’obiettivo sarebbe stato quello di ottenere indebitamente contributi europei finanziati dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA), destinati a sostenere l’innovazione e la crescita del comparto agricolo.
Le indagini avrebbero inoltre accertato che i due non svolgevano alcuna reale attività agricola. Per dimostrare falsamente il possesso dei requisiti richiesti, avrebbero prodotto contratti di affitto di terreni risultati non autentici, poiché intestati a terze persone ignare. Documentazione che avrebbe consentito loro di apparire idonei agli occhi dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA), ente incaricato dei pagamenti.
Tra il 2022 e il 2023, i coniugi avrebbero così percepito i contributi sui propri conti correnti, che sarebbero stati svuotati in pochi giorni tramite bonifici e prelevamenti di contante.
Il sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria mira ora a recuperare integralmente le somme ottenute illecitamente, attraverso il blocco delle disponibilità finanziarie e, qualora necessario, anche dei beni mobili e immobili intestati agli indagati.
L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel contrasto all’illecita percezione di fondi pubblici, a tutela di un utilizzo corretto e trasparente delle risorse nazionali ed europee, destinate a sostenere categorie realmente meritevoli, come quella degli agricoltori.
Resta fermo che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità penale degli indagati potrà essere definitivamente accertata solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.