Un’ambulanza del servizio di emergenza 118 si è vista recapitare una multa per eccesso di velocità mentre era impegnata in un intervento di soccorso. Il fatto è accaduto a Belpasso. Il mezzo, secondo quanto ricostruito, stava transitando lungo la strada statale 121 in direzione Catania per raggiungere una scuola dove era stato richiesto l’intervento sanitario.
Il verbale, elevato dalla Polizia Stradale tramite autovelox, contesta il superamento del limite dei 70 chilometri orari. La sanzione, inizialmente superiore ai 500 euro, è raddoppiata dopo il rigetto del primo ricorso presentato alla Prefettura.
Seconso il legale della società privata che gestisce il servizio di soccorso, Carmanello, il veicolo procedeva in regime di emergenza, circostanza che – a suo avviso – giustificherebbe la velocità rilevata, pari a 113 chilometri orari. L’avvocato sottolinea come l’ambulanza fosse regolarmente in servizio e diretta a un intervento urgente, richiamando il ruolo fondamentale del 118 e la funzione pubblica svolta.
Nonostante ciò, la Prefettura ha confermato la sanzione, ritenendo non sufficientemente dimostrata la legittimità dell’andatura sostenuta. Da qui la decisione di presentare un nuovo ricorso, questa volta al Giudice di Pace, contro il provvedimento prefettizio.
Carmanello contesta anche l’utilizzo dell’autovelox, sostenendo che numerose sanzioni elevate nello stesso tratto stradale siano state in passato annullate per irregolarità, come la mancata segnalazione preventiva del dispositivo. Un aspetto che, secondo il legale, sarebbe stato più volte ribadito anche dalla giurisprudenza della Cassazione.
Ora la parola passa al Giudice di Pace, chiamato a stabilire se, in questo caso, l’esigenza di garantire un intervento di emergenza possa prevalere sul rispetto dei limiti di velocità e sulla validità della multa elevata. Una vicenda che riaccende il dibattito sul delicato equilibrio tra sicurezza stradale e urgenza dei soccorsi.