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07/02/2026 14:10:00

Alleati Digitali. La nostra IA personale di Guido Saracco

E se l’IA fosse il tuo alleato quotidiano?
Non un oracolo che decide al posto tuo, non un Grande Fratello digitale, ma un compagno silenzioso capace di aiutarti a studiare meglio, lavorare con più creatività, orientarti nella complessità senza toglierti il controllo. È da questa domanda – semplice e spiazzante – che parte Alleati Digitali. La nostra IA personale, il nuovo libro di Alleati Digitali. La nostra IA personale di Guido Saracco, appena uscito per Laterza.

 

Un futuro che è già qui

 

Saracco, già Rettore del Politecnico di Torino e oggi presidente del Polo Universitario UNIASTISS di Asti, non scrive un manifesto techno-entusiasta né un pamphlet apocalittico. Fa qualcosa di più interessante: immagina scene di vita quotidiana, piccoli frammenti di futuro che assomigliano moltissimo al nostro presente. Ogni capitolo si apre così, con una narrazione che mette l’IA accanto all’essere umano, non sopra.

Il punto è chiaro: l’intelligenza artificiale può potenziarci, ma solo se restiamo consapevoli. Non è l’IA il problema, siamo noi quando smettiamo di porci domande.

 

L’IA come specchio, non come minaccia

 

“L’IA è uno specchio della creatività umana e uno straordinario strumento di potenziamento, se restiamo in controllo.”

Per Saracco l’IA riflette ciò che siamo: capacità, limiti, pregiudizi. È uno strumento potentissimo, ma neutro solo in apparenza. Senza pensiero critico, rischia di amplificare bias, pigrizia mentale, dipendenza tecnologica.

E qui il libro colpisce nel segno: non promette soluzioni facili, ma invita a una nuova alfabetizzazione, culturale prima ancora che tecnica.

 

Scuola: allearsi o subire

 

Uno dei capitoli più urgenti riguarda l’educazione. La domanda è brutale nella sua semplicità:

“Nelle scuole dobbiamo decidere: affiancare lo studente ai nuovi strumenti o subirli?”

Secondo Saracco il pensiero critico va coltivato prima dell’adolescenza, quando il cervello è ancora plastico e vulnerabile. Vietare l’IA non serve, ignorarla è peggio. Serve insegnare a usarla, capirla, metterla in discussione. Un tema che in Sicilia incrocia inevitabilmente il PNRR, la digitalizzazione delle scuole e il rischio – concreto – di un divario educativo ancora più profondo.

 

Lavoro, sanità, università: chi guida chi?

 

Il libro attraversa i settori più esposti alla rivoluzione IA:
– lavoro sempre più automatizzato
– sanità digitalizzata
– ricerca universitaria trasformata dagli algoritmi

Anche qui, niente slogan. L’IA può liberare tempo, migliorare decisioni, ridurre errori. Ma può anche creare nuove disuguaglianze se non è governata. Una riflessione che parla anche a territori come Trapani, dove il futuro del lavoro passa dalla capacità di integrare innovazione e competenze umane.

 

Un padre, prima che un tecnico

 

C’è poi uno sguardo personale che rende il libro meno accademico e più necessario. Saracco è anche padre di due figli adolescenti e affronta senza retorica il tema della dipendenza da social, dell’impatto cognitivo degli schermi, del rapporto tra cervello in crescita e algoritmi progettati per catturare attenzione.

È qui che il suo ottimismo diventa “cauto”, ma credibile.

 

Perché leggerlo

 

Alleati Digitali non spiega come funziona un algoritmo. Spiega come dovremmo funzionare noi in un mondo dove l’IA è destinata a restare. È un libro che non tranquillizza, ma orienta. E di questi tempi, è forse la cosa più preziosa.

Se l’IA sarà un nostro alleato o un problema, non dipenderà dalle macchine. Dipenderà da noi.
Vale la pena iniziare a pensarci adesso.