Trapani, Villa Rosina e il decreto da 2,2 milioni: scontro sulla notifica
Il decreto da 2,2 milioni di euro per cambiare le sorti di Villa Rosina, quartiere periferico di Trapani, esiste. È datato 19 luglio 2004 ed è stato registrato alla Ragioneria il 23 luglio dello stesso anno. Eppure, a oltre vent’anni di distanza, quel finanziamento è diventato il centro di uno scontro politico che ruota attorno a una domanda molto concreta: il Comune di Trapani fu mai messo formalmente nelle condizioni di utilizzarlo?
A riaprire il caso è Dario Safina, deputato regionale all’Assemblea Regionale Siciliana, già assessore ai Lavori pubblici al Comune di Trapani. Safina accusa la precedente amministrazione guidata da Girolamo Fazio – sindaco della città per dieci anni, dal 2002 al 2012 – di aver perso quei fondi per inerzia.
Scrive Safina: “La precedente amministrazione aveva perso i finanziamenti destinati a Villa Rosina a causa della propria inerzia”. E ancora: “Nonostante le sentenze favorevoli l’amministrazione Fazio non inviò mai il progetto agli uffici regionali, vanificando anni di programmazione e progettazione”.
Nel suo intervento parla di “verità rimasta per anni colpevolmente nascosta” e sostiene che oggi “la responsabilità non è più a livello locale, ma ricade interamente sul governo regionale”.
Nella sua ricostruzione sostiene che, nonostante sentenze favorevoli, non sarebbe stato trasmesso alla Regione il progetto esecutivo necessario per ottenere l’erogazione delle somme.
La replica di Fazio è netta e passa da una lettera aperta. L’ex sindaco afferma di aver presentato un accesso agli atti alla Regione Siciliana e scrive che del decreto “non risulta la notifica al Comune né la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”.
E aggiunge: “Come la mia Amministrazione sarebbe dovuta venire a conoscenza dell’impegno di spesa?”.
Fazio contesta nel merito l’accusa di inerzia e rilancia: “Credo che qualunque cittadino, a maggior ragione chi ricopre cariche politiche, prima di lasciarsi andare ad accuse di tale gravità abbia il dovere di verificare la realtà dei fatti”.
Secondo l’ex sindaco, la Regione avrebbe impegnato la somma ma senza che vi sia prova di una notifica formale al Comune. “Se né il Comune né la Regione sono stati in grado di fornire informazioni circa la effettiva notifica del decreto, se ne può dedurre che lo stesso non è mai stato notificato all’Ente”, scrive.
E sul fronte giudiziario aggiunge un altro affondo: “Ben altro esito avrebbero potuto avere i ricorsi se si fosse agito con più attenzione”.
Il nodo è tecnico ma le conseguenze sono molto concrete. Villa Rosina nasce negli anni Ottanta in parte come insediamento abusivo e cresce senza una pianificazione completa. Per anni il quartiere ha convissuto con opere di urbanizzazione primaria incomplete: fognature insufficienti, strade dissestate, illuminazione carente, allacci non sempre regolari. Servizi che altrove sono considerati normali qui sono stati a lungo una promessa.
Safina insiste su questo punto: “Villa Rosina non chiede favori. Chiede diritti”. E parla di “propaganda” e di impegni regionali non mantenuti.
Fazio replica che la sua amministrazione non poteva attivarsi su un atto non formalmente conosciuto e conclude: “Mi aspetto che si faccia carico di promuovere tutte le azioni utili per rivendicare il diritto al finanziamento”.
Quel decreto da 2,2 milioni era destinato proprio a completare le urbanizzazioni e a chiudere una ferita aperta da oltre trent’anni. Il finanziamento, però, non era automatico. L’erogazione era subordinata alla presentazione di un progetto esecutivo entro termini precisi. Se il Comune era formalmente a conoscenza dell’atto e non ha adempiuto, la responsabilità sarebbe locale. Se invece la notifica non c’è mai stata o non è dimostrabile, lo scenario cambia e la questione si sposta sulla procedura regionale.
C’è anche un elemento finanziario che pesa. La somma impegnata nel 2004, pari a 2,2 milioni di euro, non copriva integralmente il fabbisogno complessivo previsto dal Dprs 254/2000, stimato in oltre quattro milioni. Si trattava quindi di una copertura parziale, legata a successivi passaggi contabili e finanziari. Un dettaglio che complica ulteriormente la ricostruzione.
Per chi vive a Villa Rosina, però, la disputa su protocolli e notifiche conta fino a un certo punto. Il quartiere continua ad attendere infrastrutture complete e servizi adeguati. La discussione resta aperta e si concentra su una prova documentale precisa: esiste o no la notifica formale del decreto al Comune di Trapani? Da quella risposta dipende la linea che separa l’inerzia dalla mancata comunicazione.
BOX – La cronologia del caso Villa Rosina (Trapani)
28 aprile 2000 – DPRS 254/2000 riapre la partita dei finanziamenti per Villa Rosina. 2002-2003 – Finanziati e avviati III e IV stralcio dei lavori. 19 luglio 2004 – Decreto regionale n. 800: impegno di € 2.208.000. 23 luglio 2004 – Registrazione alla Ragioneria. 2004-2005 – L’erogazione è subordinata alla presentazione del progetto esecutivo. Anni successivi – Il progetto non viene realizzato, i fondi non vengono erogati. 2026 – Scontro politico: Safina accusa l’inerzia dell’amministrazione Fazio, Fazio contesta la mancata notifica.
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