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22/02/2026 12:00:00

Matteo Paladino eletto presidente della CIA Sicilia Occidentale

 Un giovane imprenditore agricolo alla guida della Cia Sicilia Occidentale, che sceglie ancora il rinnovamento ed elegge presidente il 33enne marsalese Matteo Paladino. 

 

È questo l’esito dell’assemblea elettiva che si è svolta giovedì 19 febbraio al Saracen Sands Hotel & Congress Centre di Isola delle Femmine, appuntamento centrale per le imprese agricole delle province di Palermo e Trapani chiamate a definire il nuovo quadro dirigenziale per il prossimo quadriennio. Riconfermato poi nel ruolo di direttore Luca Basset, giovane dirigente di lunga militanza all’interno dell’organizzazione, il cui operato è stato nuovamente premiato con la fiducia dell’assemblea.

 

La scelta di un under 35 conferma la volontà di proseguire nel solco del rinnovamento generazionale, puntando su competenze maturate sul campo e su una visione attenta alle nuove sfide del comparto. Paladino, che con la famiglia gestisce da generazioni un’importante azienda vitivinicola e olearia, negli ultimi otto anni ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Cia Sicilia Occidentale, distinguendosi per l’impegno costante a tutela della categoria e per l’attenzione alle criticità del territorio. Succede a Camillo Pugliesi.

 

«Desidero ringraziare di cuore tutti gli agricoltori e gli operatori delle sedi CIA che hanno riposto in me la loro fiducia – ha commentato Matteo Paladino –. Il mio impegno prioritario sarà seguire con la massima attenzione la stesura dei nuovi bandi europei e regionali, affinché gli agricoltori tornino a essere i veri protagonisti del settore. Abbiamo eletto una giunta snella, operativa e inclusiva, composta da esperti specializzati pronti ad affrontare le problematiche specifiche di ogni comparto».

 

Soddisfazione anche nelle parole del direttore Luca Basset: «L’assemblea ha registrato una partecipazione straordinaria di agricoltori e ospiti illustri ed è stata un’occasione preziosa di confronto sui temi cruciali per il comparto. È l'inizio di una nuova stagione in cui la CIA Sicilia Occidentale rivendicherà il proprio ruolo di protagonista. Il mio impegno sarà quello di garantire più reddito per gli agricoltori. Ringrazio la direzione e tutti gli organi, nazionali, regionali e provinciali, per la fiducia rinnovata».

Ai lavori hanno preso parte, infatti, il direttore nazionale di Cia – Agricoltori Italiani Maurizio Scaccia, il presidente della Cia Sicilia Graziano Scardino, l’europarlamentare Giuseppe Lupo, Calogero Foti e Fulvio Bellomo, rispettivamente 

capo di gabinetto e direttore generale dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Lorenzo Ruisi della segreteria tecnica dell’assessorato regionale alle Attività produttive, Giuseppe Ferrarello, presidente del Parco delle Madonie, e Angelo Forgia, neo direttore della Cia Sicilia.

 

Il direttore nazionale Maurizio Scaccia ha sottolineato come l’appuntamento palermitano abbia concluso «un intenso percorso congressuale che per un mese ha attraversato la Sicilia occidentale, da Marsala a Corleone», evidenziando il «valore democratico del confronto e la volontà di rilanciare l’azione dell’organizzazione nei prossimi quattro anni, rimettendo agricoltura e sviluppo rurale al centro dell’agenda politica».

Per Graziano Scardino le assemblee elettive rappresentano «un passaggio cruciale» per analizzare il lavoro svolto e definire le linee programmatiche future. Al centro del dibattito le «criticità del territorio, dal vitivinicolo alla zootecnia e ai seminativi, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con le istituzioni». «Auguro buon lavoro a Matteo Paladino – ha aggiunto – certo che saprà rappresentare con energia e competenza le istanze degli associati».

L’europarlamentare Giuseppe Lupo ha invece ribadito la necessità di investire con maggiore decisione sull’agricoltura, migliorando la previsione di bilancio europeo 2028-2034 e rafforzando la Politica agricola comune, evitando processi di rinazionalizzazione che penalizzerebbero il settore.

 

Infine Giuseppe Ferrarello ha richiamato il ruolo strategico degli agricoltori nelle Madonie, custodi del territorio e protagonisti nella lotta ai danni causati dalla fauna selvatica. Tra le prime misure avviate, lo sblocco dei corsi per selecontrollori – già 150 quelli formati – per contenere l’impatto dei suidi sull’ecosistema e sulle aziende agricole.