È partito da Pozzallo il tour elettorale di Ismaele La Vardera, candidato alla presidenza della Regione Siciliana con il movimento Controcorrente. L’obiettivo resta chiaro: attraversare tutti i 391 Comuni dell’Isola, uno dopo l’altro, per costruire una campagna “porta a porta” in ogni angolo della Sicilia. La Vardera ha spiegato di aver voluto iniziare dal Comune più distante da Palazzo d'Orléans, sede della Presidenza della Regione, non solo in termini geografici ma soprattutto politici e amministrativi. Un modo per accendere i riflettori su quelle periferie che, a suo dire, negli anni sarebbero rimaste ai margini dell’azione di governo.
Le alleanze
Il candidato alla presidenza ha richiamato anche il tema delle alleanze, mettendo in guardia dal rischio di trasformare il cosiddetto “campo largo” in uno spazio immobile e autoreferenziale, cioè “campo santo”, per La Vardera, l’area progressista deve scuotersi e ritrovare slancio, evitando di appiattirsi su logiche già viste. A rafforzare il messaggio politico lanciato da Pozzallo sono state due adesioni di peso. Il sindaco della città, Roberto Ammatuna, dopo oltre trent’anni di militanza nel Partito Democratico – di cui è stato tra i fondatori in Sicilia e già parlamentare regionale – ha ufficializzato il suo ingresso in Controcorrente. Presente anche il sindaco di Linguaglossa, Luca Stagnitta, che ha compiuto lo stesso passaggio politico. Un doppio segnale che segna un primo spostamento di amministratori locali verso il progetto guidato dal deputato regionale.
Identità e squadra, un passo indietro solo se…
Nel suo intervento, La Vardera ha rivendicato l’identità del movimento: una squadra, ha detto, composta da persone autonome, non legate alla politica per necessità ma per senso delle istituzioni. Una posizione che, secondo lui, rompe gli equilibri consolidati e disturba chi è abituato a dinamiche di potere cristallizzate. Nel mirino il governo regionale guidato da Renato Schifani, accusato di perpetuare un sistema basato su spartizioni e logiche di appartenenza. La Vardera ha parlato di una Sicilia che non può essere trattata come una colonia e di un Parlamento che deve tornare ad avere un ruolo centrale e non meramente notarile.
Infine, un passaggio sulla sua stessa candidatura: disponibilità a fare un passo indietro qualora emergessero figure realmente capaci di rappresentare un cambiamento autentico per l’Isola, purché si tratti di nomi credibili e non calati dall’alto. Ma intanto la promessa è chiara: tornare a Pozzallo da presidente della Regione Siciliana.
Le parole di La Vardera
Nel suo post social il deputato regionale esordisce: “Pozzallo, 319 chilometri dal palazzo della presidenza della Regione. Qui, re Schifani non ha mai messo piede da presidente, incredibile. Da qui parte un messaggio chiaro: la mia candidatura mette al centro le periferie di Sicilia, completamente abbandonate dalla politica blasonata. Ho scelto questo comune per iniziare il mio tour, perché qui non sono solo 319 chilometri di distanza, qui c’è una distanza siderale da tutti i servizi essenziali. Strade, sanità, ripartiamo da qui. Sarà un viaggio incredibile, duro ma allo stesso tempo entusiasmante”.