Sicilia, la corsa all'incarico chiave nella sanità dopo l’era Iacolino
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Alla Regione Siciliana è partita la corsa per la guida della Pianificazione strategica. Per assumerne la direzione non basterà un curriculum qualunque: servirà un profilo manageriale di alto livello, con almeno dieci anni di esperienza nella gestione di strutture sanitarie pubbliche di dimensioni medio-grandi. È questo il requisito chiave indicato nell’avviso pubblico predisposto dal dipartimento della Funzione pubblica per individuare il successore alla guida di uno degli uffici più delicati dell’amministrazione regionale.
Il profilo richiesto: esperienza e capacità di innovazione
A dettare la linea è stata l’assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni, che in una nota formale ha definito i criteri specifici per la selezione del nuovo dirigente. Oltre alla lunga esperienza nella direzione sanitaria, viene richiesta una comprovata capacità di gestione dei processi di innovazione organizzativa, elemento ormai centrale in un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con nuove sfide, dalla digitalizzazione alla riorganizzazione dei servizi.
Non solo gestione, dunque, ma visione strategica. Il futuro responsabile dovrà dimostrare di saper incidere concretamente sull’efficienza e sulla modernizzazione del sistema.
Un incarico delicato dopo Iacolino
La nomina arriva in un momento particolarmente sensibile. Il dipartimento, infatti, è stato in passato guidato da Salvatore Iacolino, figura centrale della burocrazia regionale, la cui vicenda giudiziaria ha inevitabilmente segnato uno spartiacque.
Attualmente la guida è affidata ad interim all’avvocato generale della Regione, Giovanni Bologna, in attesa della definizione della procedura di selezione. L’incarico avrà una durata di due anni e rappresenta, di fatto, uno dei ruoli più influenti dell’intera macchina amministrativa regionale.
Iacolino e l’inchiesta
La figura di Salvatore Iacolino torna d’attualità anche alla luce della recente inchiesta della Procura di Palermo. In alcune intercettazioni, riportate negli atti dell’indagine, il boss di Favara Carmelo Vetro parla di presunti finanziamenti alla campagna elettorale dello stesso Iacolino e dell’assessore regionale Edy Tamajo. L’ex dirigente della Pianificazione strategica è oggi indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Secondo l’accusa, Vetro avrebbe utilizzato il rapporto con Iacolino per costruire relazioni con ambienti istituzionali e favorire interessi legati anche al settore sanitario. Accuse su cui sono in corso le verifiche giudiziarie, mentre l’assessore Tamajo ha già respinto ogni coinvolgimento, dichiarando di non aver mai ricevuto finanziamenti né avuto rapporti con l’imprenditore.
Procedura in due fasi e pochi candidati interni
La selezione si articolerà in due passaggi. Il primo interpello è rivolto ai dirigenti regionali di prima e seconda fascia, ma la platea appare limitata. Proprio per questo è già previsto un secondo avviso che allargherà la partecipazione anche ai dirigenti di terza fascia e agli esterni.
Ed è qui che si preannuncia il vero confronto: una competizione che potrebbe coinvolgere non solo competenze tecniche, ma anche equilibri politici e istituzionali.
Una nomina che pesa
La guida della Pianificazione strategica non è un incarico qualsiasi. Per peso decisionale e influenza viene spesso considerata quasi alla pari di un assessorato. Non sorprende, quindi, che la scelta del nuovo dirigente si inserisca nelle dinamiche più ampie della politica regionale, comprese quelle legate agli equilibri di governo.
I requisiti fissati pongono una soglia alta, ma allo stesso tempo restringono il campo. Una selezione che si gioca tra merito, esperienza e, inevitabilmente, capacità di muoversi in un contesto in cui amministrazione e politica continuano a intrecciarsi.
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