Troppe famiglie vivono nel silenzio e nella frustrazione. A denunciarlo è un gruppo di genitori che ha lanciato una petizione popolare per chiedere una revisione profonda della gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento, i cosiddetti DSA.
Secondo i promotori, oggi avere un figlio con DSA significa confrontarsi con un sistema che, di fatto, è diventato un mercato. Nel mirino finiscono le lunghe attese per ottenere una diagnosi nel servizio pubblico, i costi delle valutazioni private e i prezzi elevati dei software compensativi spesso necessari per il percorso scolastico.
“Le famiglie sono stanche – spiegano – di iter infiniti per le certificazioni e di dover sostenere spese importanti per garantire ai propri figli un diritto che dovrebbe essere assicurato a tutti”.
La petizione, pubblicata online qui, chiede diagnosi più rapide nel sistema sanitario pubblico e strumenti didattici accessibili, senza che l’onere economico ricada quasi esclusivamente sui genitori. L’obiettivo dichiarato è riportare il diritto allo studio al centro delle politiche scolastiche e sanitarie.
“Non siamo clienti – concludono i promotori – siamo genitori che pretendono risposte”.