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02/03/2026 14:29:00

Marsala-Licata, parla il presidente Angelo Casa: “La nuova normalità siano le famiglie"

Dopo un pomeriggio segnato da tensioni e lanci di petardi sugli spalti del “Nino Lombardo Angotta”, interviene il presidente del Marsala 1912, Angelo Casa. E lo fa con parole che guardano oltre gli episodi di violenza.

“Ho provato un sentimento di grande orgoglio nel poter dire di essere il presidente del Marsala 1912”, esordisce. “Ma non posso che esprimere il mio profondo rammarico per quanto accaduto durante la partita contro il Licata”.

 

“Impegno massimo su organizzazione e prevenzione”

 

Il numero uno azzurro sottolinea lo sforzo organizzativo messo in campo dal club.
“In termini di prevenzione – spiega – avevamo raddoppiato il numero degli uomini del servizio d’ordine rispetto alla dotazione consueta”.

Nonostante ciò, gli episodi sugli spalti hanno rovinato una giornata che avrebbe dovuto essere solo sportiva.

“Da quando abbiamo l’onore di guidare il Marsala 1912 – aggiunge – portiamo avanti valori di rispetto, sportività e legalità. Sono i valori che vogliamo trasmettere con forza”.

 

L’immagine che commuove

 

Il passaggio più significativo del messaggio è quello che guarda ai più piccoli.

“Mi ha commosso vedere giovanissimi, ragazzini e bambini con le loro mamme e i loro papà sventolare le bandierine azzurre, con la sciarpa al collo e la maglia del Marsala 1912 addosso. Uno spettacolo di pura gioia e appartenenza”.

Per il presidente, quella non deve essere un’eccezione.
“Deve diventare la nuova normalità dello stadio”.

 

L’obiettivo: famiglie al “Lombardo Angotta”

 

Il progetto è chiaro: riportare le famiglie sugli spalti.

“Vogliamo uno stadio dove i genitori portino i figli senza timore, dove i nonni possano trasmettere ai nipoti la passione per il calcio, dove la domenica sia sinonimo di aggregazione civile”.

Un impegno che la società promette di portare avanti investendo sui giovani e sul legame con la comunità.

Dopo una giornata complicata, il Marsala prova a ripartire da qui: dai bambini con la sciarpa azzurra e da un’idea di calcio che torni ad essere, semplicemente, una festa.