×
 
 
03/03/2026 06:00:00

Schifani verso il bis tra tensioni nella maggioranza e nodo Sanità

Nulla è scontato nella corsa al bis di Renato Schifani. A dirlo sono i rappresentanti dell’MPA che, guidati dal leader Raffaele Lombardo, si sono riuniti a Enna domenica 1° marzo in vista delle prossime amministrative che attendono la città.

Lombardo frena sulle dichiarazioni di sostegno incondizionato al governatore uscente. Prima di parlare di un secondo mandato, chiede che si affrontino sul tavolo regionale alcune questioni centrali, a partire dal rimpasto di giunta. Schifani, però, nei giorni scorsi ha chiarito che non intende procedere con un rimpasto, ma piuttosto assegnare le deleghe finora trattenute ad interim, già in capo ai due assessori della DC: Nuccia Albano alla Famiglia e Andrea Messina agli Enti locali.

Non è affatto scontato che entrambe le deleghe restino alla DC. Lo schema che prende corpo potrebbe prevedere una redistribuzione: una casella ai centristi e una a Forza Italia, partito con cui Lombardo ha avviato un percorso di federazione. Il leader autonomista parteciperà infatti al consiglio nazionale degli azzurri, presieduto dallo stesso Schifani, e in quella sede porrà la questione non in termini di “bandierine”, ma di rafforzamento dell’azione di governo in una fase segnata da emergenze complesse per la Sicilia. Se da Roma non dovessero arrivare aperture, Lombardo è pronto a convocare il direttivo regionale dell’MPA per decidere la linea politica da adottare.

 

Tutti pronti a giocare la partita della Sanità

Sul fronte degli equilibri interni si muove anche Fratelli d’Italia, che torna a chiedere un rimpasto ed è pronta a rivendicare una delega pesante come quella alla Sanità, sebbene Schifani non sembri intenzionato a rimuovere l’attuale assessore Daniela Faraoni.

Il commissario regionale dei meloniani, Luca Sbardella, ha dichiarato a Live Sicilia che: «La sanità è un nervo scoperto, non solo per quanto accaduto a Trapani, ma perché siamo convinti che si possa fare meglio. C’è ancora tanto da fare».

La Sanità resta, del resto, il dossier più delicato. Le criticità strutturali sono profonde e mai risolte in maniera organica. A incalzare il governo regionale è anche Giorgio Mulè, primo vero contraltare interno a Schifani pur appartenendo allo stesso partito.

L’ultima interrogazione urgente presentata al ministro Orazio Schillaci mette nero su bianco le difficoltà dei Pronto soccorso siciliani e richiama una relazione rimasta, secondo quanto denunciato, chiusa in un cassetto e mai ufficializzata. Una relazione che avrebbe preceduto le dimissioni di Giovanna Volo e che, con l’arrivo di Faraoni, sarebbe stata accantonata.

Quando mancano carrelli di emergenza e barelle, quando gli spazi risultano inadeguati e il personale insufficiente, parlare di efficienza diventa difficile. E le responsabilità politiche inevitabilmente entrano nel dibattito.

Il nodo è oggi più che mai politico: i partiti della coalizione spingono per un cambio alla guida dell’assessorato alla Salute. In prima fila Fratelli d’Italia, MPA e Forza Italia, pronti a far valere il proprio peso negli equilibri di governo.

 

Zuccarello nuovo responsabile dell’organizzazione di FdI in Sicilia

Intanto, sul piano organizzativo, Fratelli d’Italia rafforza la propria struttura regionale. Il commissario Luca Sbardella ha nominato Luciano Zuccarello responsabile regionale dell’organizzazione del partito.

Ex dirigente di Confcommercio e storico esponente della destra catanese, Zuccarello è stato consigliere comunale e guida il circolo “Stella Rao” di Catania. Nel ringraziare Sbardella per la fiducia, ha assicurato che lavorerà per rafforzare la presenza del partito nei territori, consolidando la rete dei circoli e valorizzando l’impegno dei militanti.

La partita siciliana, insomma, è tutt’altro che chiusa: tra ambizioni, equilibri e dossier aperti, il cammino verso il 2027 appare ancora tutto da costruire.