Un appello alla città di Trapani per aiutare l’equipaggio a partire.
Arriva dalla Safira Sailing a.s.d., che in collaborazione con l’organizzazione Mediterranea Saving Humans, sta preparando una nuova missione di ricerca e soccorso in mare. A lanciarlo è Leonardo Stabile, che chiede il sostegno della comunità per rifornire la barca di viveri e carburante prima della partenza.
La missione verso Lampedusa
L’equipaggio della barca a vela Safira conta di salpare nei prossimi giorni, appena le condizioni meteo lo permetteranno. La rotta è quella ormai tristemente nota: Trapani, Lampedusa e poi più a sud, nelle aree del Mediterraneo dove continuano a verificarsi naufragi di migranti.
A bordo ci saranno volontari con diverse competenze – medici, infermieri, marinai – che hanno deciso di dedicare il loro tempo libero alle attività di ricerca e soccorso.
“Dopo la commemorazione per le vittime dei naufragi nel Mediterraneo – spiegano i promotori dell’iniziativa – ci siamo messi in discussione come cittadine e cittadini che desiderano che le persone non muoiano più nel tentativo di attraversare una frontiera”.
L’appello ai trapanesi
Per affrontare la missione servono però provviste e carburante. Da qui l’appello rivolto alla città: contribuire con generi alimentari o con una donazione economica.
“Molti ci chiedono cosa possono fare nel loro piccolo – spiegano i volontari –. La risposta questa volta è semplice: aiutarci a riempire la cambusa e a fare carburante”.
Anche un piccolo contributo può essere utile: un pacco di pasta, una scatola di legumi o qualche litro di gasolio.
Raccolta alla Lega Navale di Trapani
Chi vuole contribuire con generi alimentari può consegnarli venerdì 6 marzo, dalle 13 alle 20, presso la Lega Navale di Trapani, chiedendo della barca Safira.
Per evitare doppioni o sprechi è stata creata anche una lista online aggiornata in tempo reale, dove è possibile vedere cosa manca e “prenotare” la propria donazione.
Chi invece non può partecipare alla raccolta può sostenere la missione con un contributo economico destinato alla cambusa e al carburante.
Secondo i promotori, ogni aiuto – anche minimo – può fare la differenza: “Ogni contributo è un pezzo fondamentale di questa missione e ci aiuterà a rimanere in mare più a lungo possibile per soccorrere chi è in difficoltà”.