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05/03/2026 06:00:00

Marsala, interventi di cataratta a rilento all’ospedale Paolo Borsellino

All’ospedale di Marsala gli interventi di cataratta proseguono con grande rilento. Sempre più pazienti segnalano difficoltà crescenti nell’accesso agli interventi di chirurgia della cataratta presso l’ospedale Paolo Borsellino. Si tratta di una problematica sanitaria che mette sotto pressione anziani, persone con difficoltà visive e intere famiglie, in attesa di un’operazione che spesso potrebbe migliorare significativamente la qualità di vita.

Sicuramente il reparto di Oculistica dell’ospedale marsalese sta affrontando una situazione di sovraccarico di lavoro, ma la presenza di un solo medico in grado di operare la cataratta non consente ai pazienti una situazione agevole. Questo ha portato a ritardi sempre più evidenti nell’operatività: la programmazione procede quindi con grande lentezza.

La conseguenza diretta è che molti pazienti rimangono in lista d’attesa per l’intervento per mesi e mesi. Sono diverse le segnalazioni raccolte che evidenziano come sia diventato sempre più difficile ottenere una data a stretto giro per l’operazione, e spesso chi non ha la possibilità di rivolgersi a cure private è costretto ad aspettare a lungo.

C’è chi attende da oltre sei mesi, impossibilitato a recarsi presso il presidio di Sciacca, dove le operazioni seguono iter più veloci, con standard di buona efficienza rispetto a Marsala.

 

Effetti sulla vita quotidiana dei pazienti

 

La cataratta, patologia oculare legata principalmente all’età, può compromettere seriamente la capacità visiva: chi ne soffre spesso lamenta difficoltà a guidare, leggere o compiere semplici attività quotidiane.

Per molti anziani, aspettare oltre sei mesi o più prima di accedere all’operazione significa affrontare un peggioramento della qualità di vita e un maggiore rischio di cadute o incidenti domestici.

 

La risposta

 

Dagli uffici fanno sapere che purtroppo mancano i medici e che quindi si prosegue con lentezza. Ma questa può apparire una giustificazione data dall’uomo della strada, non da chi deve mettere mano alla sanità affrontando e risolvendo le criticità strutturali.

Le proposte di miglioramento non le possono fare i pazienti, che subiscono la vergogna delle attese e che purtroppo non vengono quasi mai presi in seria considerazione.

È evidente che il problema nasce da una struttura ospedaliera che, per quanto fondamentale, non è stata ancora adeguatamente potenziata per far fronte alla domanda.

Insomma, il nodo principale resta l’insufficiente capacità di rispondere tempestivamente alle necessità, soprattutto in ambiti come la chirurgia della cataratta, dove ogni ritardo si traduce in compromessi alla qualità della vita delle persone. E la chiamano buona sanità.