Meno auto e bus più veloci: Trapani prova la rivoluzione del BRT
Trapani prova a cambiare passo sul fronte della mobilità urbana e guarda ai modelli europei del Bus Rapid Transit (BRT).
Il progetto del nuovo sistema di trasporto intelligente - che ha suscitato le reazioni e le preoccupazioni di parti politiche di cittadini - è stato presentato il 5 marzo al complesso San Domenico dallo stesso progettista Luigi Nulli, dal Responsabile unico del progetto Orazio Amenta e dal sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida.
Il BRT collegherà dunque il parcheggio Egadi, la stazione ferroviaria, il porto e l’asse di via Ammiraglio Staiti, uno dei punti più trafficati della città. L’obiettivo è ridurre il traffico nel centro urbano, favorire l’intermodalità e migliorare gli spostamenti di residenti e turisti.
Il progetto nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile
Il progetto si inserisce nella strategia del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Trapani e rappresenta una delle azioni operative previste per riorganizzare i flussi di traffico, anche e soprattutto durante i mesi estivi.
Secondo le analisi presentate nello studio, circa il 45% del traffico estivo è legato alla mobilità di scambio, cioè a spostamenti di persone che entrano in città per raggiungere il porto, la stazione o altre infrastrutture di trasporto.
Il progetto presentato soddisfa i numeri del turismo estivo, tenendo conto dei flussi medi di affluenza del centro storico, poiché la capacità di sistema è stata tarata sui numeri dei parcheggi esistenti, tenendo conto anche degli stalli residenti.
Si tratta comunque di un sistema modulabile, sia sulla frequenza che sulla effettiva tempistica di percorrenza.
Cos’è il Bus Rapid Transit
Il sistema BRT è una modalità di trasporto pubblico su gomma che garantisce prestazioni simili a quelle di una metropolitana leggera grazie a corsie preferenziali, priorità semaforica e fermate dedicate.
In molte città italiane ed europee questo modello è stato scelto come alternativa meno costosa ma altamente efficiente rispetto alle linee tramviarie o metropolitane.
Il tracciato previsto
Il tracciato previsto per Trapani avrà una lunghezza complessiva di 5,2 chilometri tra andata e ritorno e collegherà il parcheggio
Egadi e di Piazzale Ilio con l’area degli imbarchi dei traghetti passando per via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena.
Una parte significativa del percorso – circa il 35% – sarà realizzata in corsia riservata, consentendo ai bus di muoversi senza interferenze con il traffico ordinario.
Tempi di percorrenza e frequenza
Il servizio sarà effettuato con due mezzi dedicati, con una velocità commerciale stimata tra 18 e 20 chilometri orari. In queste condizioni il tempo di percorrenza tra il parcheggio Egadi e piazza Garibaldi, punto strategico per l’accesso agli imbarchi, sarà di circa 7 minuti, con una frequenza di passaggio prevista di circa 8 minuti nelle ore di maggiore affluenza.
Lungo il percorso saranno realizzate 22 fermate complessive, di cui 14 doppie dotate di pensiline e marciapiedi per l’accesso facilitato ai mezzi, oltre a due terminal bus posti alle estremità del tracciato.
Le fermate saranno equipaggiate con strutture in acciaio e vetro temperato, panchine e spazi per informazioni e pubblicità, mentre gli attraversamenti saranno segnalati ed illuminati adeguatamente.
Nei varchi ZTL, sarà installato e potenziato un sistema di video sorveglianza, anche ambientale, che contribuirà alla sicurezza dei cittadini che utilizzeranno nelle ore notturne il mezzo.
Almeno due mezzi di soccorso ed autoambulanze saranno posteggiate in zone strategiche e saranno tra loro dialoganti, in modo da poter intervenire tempestivamente all’occorrenza.
Integrazione con altri servizi di mobilità
Un elemento centrale del progetto è l’integrazione con altri servizi di mobilità sostenibile.
Il sistema prevede infatti parcheggi di scambio, bike sharing, car sharing, colonnine di ricarica elettrica, Wi-Fi pubblico e servizi digitali di gestione della mobilità, con l’obiettivo di favorire il passaggio dall’auto privata al trasporto collettivo. I sistemi tecnologici per il traffico.
Sul piano tecnologico il BRT sarà dotato anche di sistemi intelligenti per la gestione del traffico.
In diversi punti del percorso i bus potranno attivare automaticamente il verde ai semafori o il rosso ai passaggi pedonali grazie a un sistema di trasponder, garantendo maggiore regolarità, sicurezza e velocità.
Il progetto guarda a esperienze già realizzate in altre città italiane – come Bari, Perugia, Piacenza e Taranto – dove i corridoi BRT stanno contribuendo a ridurre traffico e tempi di spostamento.
L’idea di fondo è trasformare Trapani in una città più “porosa” e intermodale, dove gli spostamenti non siano più basati solo sull’auto privata ma su una rete integrata di servizi di mobilità.
Le possibili ricadute
Se il progetto sarà realizzato nei tempi previsti, il BRT potrebbe segnare una svolta concreta nella mobilità urbana di Trapani.
Il collegamento rapido tra parcheggi, porto e stazione punta infatti a cambiare il modo di entrare e muoversi in città, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso.
Il BRT dovrebbe essere operativo da luglio e la sfida ora è passare dal progetto alla realizzazione. Perché è lì, tra traffico reale e fermate piene, che si capirà se il Bus Rapid Transit diventerà davvero la nuova dorsale della mobilità trapanese.
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