Un osservatorio permanente sul funzionamento della giustizia penale. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che sarà presentato martedì 10 marzo alle 11 nell’Aula Magna della LUMSA di Palermo. L’accordo coinvolge il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Comunicazione dell’Università LUMSA, la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo e la Procura della Repubblica di Marsala.
All’incontro prenderanno parte il rettore della LUMSA Francesco Bonini e il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo. Previsti anche gli interventi della procuratrice generale Lia Sava, del procuratore della Repubblica di Marsala Fernando Asaro e dei docenti Antonino Pulvirenti e Angelo Mangione, ordinari rispettivamente di diritto processuale penale e di diritto penale.
Il protocollo punta ad avviare una collaborazione scientifica e culturale tra mondo accademico e magistratura. Al centro del progetto ci sarà l’acquisizione e l’analisi di dati giudiziari, anonimizzati, utili per studiare il funzionamento del sistema penale, sia dal punto di vista sostanziale che processuale.
L’obiettivo è costruire un osservatorio permanente capace di monitorare nel concreto l’attività degli uffici giudiziari, valutando l’efficienza organizzativa e l’effettiva applicazione delle norme.
Sul piano operativo, ogni sei mesi verrà individuato un istituto giuridico da analizzare attraverso un lavoro di osservazione e analisi statistica. I risultati serviranno a valutare il funzionamento delle norme e, se necessario, a proporre possibili soluzioni migliorative.
Le attività saranno affidate a due gruppi di lavoro composti da docenti universitari, magistrati, ricercatori, dottorandi, laureandi e funzionari amministrativi. Responsabili scientifici dell’iniziativa saranno i professori Antonino Pulvirenti e Angelo Mangione per la LUMSA, insieme alla procuratrice generale Lia Sava e al procuratore di Marsala Fernando Asaro per le magistrature coinvolte.
Al termine di ogni semestre i risultati delle analisi saranno resi pubblici attraverso convegni, pubblicazioni scientifiche e momenti di divulgazione rivolti alla comunità accademica, forense e istituzionale.
Il progetto, nato da un’idea del professore Antonino Pulvirenti, coinvolge al momento due uffici giudiziari ma resta aperto all’adesione di altre realtà della magistratura siciliana. L’eventuale ampliamento della rete, spiegano i promotori, permetterebbe di rafforzare il valore scientifico delle analisi e di contribuire al dibattito sulle riforme della giustizia. «L’iniziativa – spiega Pulvirenti – vuole costruire un ponte stabile tra il sapere universitario e il diritto vivente, perché lo studio empirico degli istituti giuridici è fondamentale per valutarne la reale efficacia e individuare soluzioni normative più funzionali».