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06/03/2026 07:19:00

Referendum sulla Giustizia, Generazione Futura Lab: “Sì alla riforma”

Anche Generazione Futura Lab scende in campo nel dibattito sul referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026. L’associazione culturale, attiva tra Marsala e la provincia di Trapani, ha annunciato il proprio sostegno al , invitando i cittadini alla partecipazione al voto.

 

Generazione Futura Lab nasce come spazio di confronto rivolto soprattutto alle nuove generazioni, con l’obiettivo di promuovere riflessioni sul funzionamento delle istituzioni e sulla credibilità del sistema pubblico. In questo quadro, spiegano i promotori, la giustizia rappresenta uno dei pilastri su cui si misura la qualità di una democrazia.

Secondo l’associazione, il sistema giudiziario italiano continua a presentare criticità strutturali: tempi dei processi ancora lunghi rispetto alla media europea, carichi di lavoro elevati e una crescente sfiducia da parte dei cittadini sull’imparzialità percepita del sistema, in particolare in ambito penale.

 

Il referendum di marzo sarà di tipo confermativo. Gli elettori saranno chiamati a confermare o respingere una legge costituzionale già approvata dal Parlamento che introduce modifiche all’ordinamento della magistratura. A differenza dei referendum abrogativi, non è previsto quorum: l’esito dipenderà dalla maggioranza dei voti validi espressi.

Al centro della riforma c’è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti, cioè i giudici, e magistrati requirenti, ovvero i pubblici ministeri. La modifica costituzionale prevede che, fin dall’ingresso in magistratura, ciascun professionista scelga un percorso senza la possibilità di passare successivamente dall’uno all’altro ruolo.

La riforma interviene anche sull’assetto dell’autogoverno della magistratura: il Consiglio superiore della magistratura verrebbe suddiviso in due organi distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Inoltre, una parte dei componenti verrebbe selezionata tramite sorteggio, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il peso delle correnti interne.

Per Generazione Futura Lab la separazione delle carriere rappresenterebbe «un passo verso maggiore chiarezza dei ruoli e trasparenza istituzionale». Secondo l’associazione, la distinzione tra chi accusa e chi giudica rafforzerebbe la percezione di terzietà del giudice nei processi penali e contribuirebbe a consolidare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario.

 

Nel documento diffuso dall’associazione si sottolinea inoltre come diversi ordinamenti europei prevedano percorsi distinti tra giudici e pubblici ministeri, favorendo specializzazione e professionalizzazione della funzione giudiziaria.

L’appello finale è rivolto alla partecipazione al voto. «In un referendum confermativo – spiegano – ogni voto conta. Il Sì ratificherà le modifiche costituzionali, mentre il No manterrà l’assetto attuale».

Il coordinamento territoriale dell’iniziativa è affidato all’avvocato Alessandro Laudicina, coordinatore per Marsala, e all’avvocato Valeria Scilipoti, coordinatrice per Castelvetrano. L’obiettivo, spiegano dall’associazione, è promuovere un confronto informato su una riforma che riguarda direttamente il funzionamento della giustizia e delle istituzioni

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Referendum sulla Giustizia, confronto a Trapani tra Sì e No all’Ordine dei Medici

Ampia partecipazione e dibattito articolato all’Ordine dei Medici di Trapani per l’incontro dedicato al prossimo referendum sulla giustizia. L’appuntamento, dal titolo “Referendum Giustizia – Le ragioni del SÌ e del NO a confronto”, ha riunito professionisti della sanità e cittadini interessati ad approfondire i contenuti dei quesiti referendari.

L’iniziativa si è svolta nella sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trapani e ha rappresentato un momento di confronto pubblico tra posizioni diverse, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per una valutazione informata del voto.

Al dibattito hanno preso parte, per il Comitato per il No, la magistrata Giulia Sbocchia e il magistrato a riposo Dino Petralia. A sostenere le ragioni del Sì sono stati invece gli avvocati Agatino Scaringi e Marco Siragusa. Il confronto è stato moderato dal giornalista Nicola Baldarotta, che ha guidato il dialogo tra i relatori mantenendo equilibrio tra le posizioni e favorendo un approfondimento sui vari aspetti della riforma della giustizia.

Durante l’incontro il pubblico è intervenuto con domande e osservazioni, segno di un interesse concreto verso un tema che incide sull’assetto istituzionale del Paese.

Particolarmente significativa la presenza di rappresentanti di diversi Ordini delle professioni sanitarie del territorio. Tra i partecipanti Laura Genco, per l’Ordine dei Fisioterapisti; Mario Bruno per l’Ordine dei Veterinari; Enza Zarcone per l’Ordine regionale degli Psicologi; Stefania Aiello per l’Ordine regionale dei Biologi; Salvatore Colomba, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche; e Vincenzo La Bella, presidente dell’Ordine delle Professioni Tecniche Sanitarie.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Ordine dei Medici di Trapani, Filippo Mangiapane. «L’Ordine dei Medici – ha dichiarato – ha il dovere di promuovere momenti di confronto su temi che riguardano l’assetto istituzionale del Paese e che, indirettamente, incidono anche sull’esercizio delle professioni sanitarie. La partecipazione registrata e la qualità degli interventi confermano quanto sia sentita l’esigenza di un approfondimento serio e non ideologico».

L’Ordine dei Medici ha ribadito l’intenzione di continuare a promuovere occasioni di dibattito pubblico su temi di interesse generale, nel solco del ruolo sociale che le professioni sanitarie svolgono nel territorio.