Trapani si è svegliata questa mattina con una scena piuttosto insolita nel cuore della città. In Corso Italia, una delle strade più centrali, sono comparsi numerosi volantini colorati con l’immagine di Valerio Antonini travestito da pagliaccio e la scritta: “Antonini pagliaccio”. Un segnale evidente del clima che si respira attorno al patron del Trapani Calcio.
Nelle stesse ore arriva anche un altro segnale, questa volta interno al sistema costruito dall’imprenditore romano in città. Paolo Cericola, giornalista e addetto stampa personale di Antonini, lascia Trapani dopo quasi tre anni. Un’uscita che pesa, perché Cericola era considerato uno dei collaboratori più fidati del presidente.
L’uomo arrivato da Roma con Antonini
Cericola era arrivato a Trapani insieme ad Antonini, proveniente da Roma, come uomo di fiducia incaricato di gestire la comunicazione del nuovo corso sportivo.
Nel tempo era diventato una presenza costante nelle conferenze stampa e negli eventi pubblici del patron. Era lui a gestire i rapporti con i media, intervenendo anche direttamente durante le conferenze per richiamare i giornalisti quando le domande non erano ritenute opportune.
Non solo comunicazione sportiva. Cericola aveva anche il compito di rilanciare Telesud, la storica emittente televisiva trapanese entrata nell’orbita di Antonini. Un progetto che però non ha avuto lunga vita: l’emittente è stata successivamente messa in liquidazione.
Tra le immagini rimaste più impresse ai cronisti locali c’è anche quella del suo smartphone puntato sui giornalisti mentre facevano domande al presidente, una scena che racconta bene il tipo di rapporto che si era creato tra la nuova proprietà e una parte dell’informazione locale.
Il post di addio
L’addio è arrivato con un lungo messaggio pubblicato sui social.
Cericola scrive di chiudere “la sua pagina a Trapani” con rispetto verso una città che inizialmente lo aveva accolto con diffidenza ma che poi gli ha regalato amicizie e legami profondi. Rivendica di non essersi mai risparmiato in questi anni e ringrazia soprattutto Valerio Antonini e la sua famiglia per l’affetto e la fiducia.
Nel messaggio non manca una difesa esplicita del patron: ricorda che nello sport, come nella vita, nessuno è indispensabile “tranne il presidente che ci mette i suoi capitali” e sottolinea che senza Antonini “non ci sarebbe stato nulla”.
Cericola ringrazia poi dirigenti, giocatori e collaboratori delle due società sportive legate al gruppo Antonini — il Trapani Calcio e la Trapani Shark — citando uno per uno dipendenti, tecnici e tifosi che ha incontrato durante la sua esperienza.
Anche Antonini ha commentato l’addio con un breve messaggio pubblico.
Il presidente parla di una scelta dolorosa ma inevitabile, spiegando che “era diventato impossibile andare avanti in questo clima difficile”. Antonini sostiene di aver compreso le difficoltà del suo collaboratore e di averlo aiutato a prendere una decisione che potesse evitare ulteriori tensioni.
Nel messaggio ringrazia Cericola per “tre anni di contributi importanti e dedizione totale alla causa”, augurandogli il meglio per il futuro.
Gli ultimi fedelissimi
Con l’uscita di Cericola, nel ristretto gruppo di collaboratori più vicini al patron restano ormai poche figure chiave.
Tra queste l’ex comandante provinciale della Guardia di Finanza Geremia Guercia, oggi responsabile delle operazioni finanziarie del gruppo Antonini, e soprattutto l’avvocato Roberto Schifani, figlio del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, considerato uno dei principali uomini di fiducia dell’imprenditore.
Proprio la Regione Siciliana ha recentemente concesso al Trapani Calcio un contributo di 300 mila euro, una vicenda sulla quale la Corte dei Conti ha aperto verifiche.
E mentre in città compaiono volantini ironici contro il presidente, uno dei suoi collaboratori più fedeli saluta e torna a casa.
Un altro tassello che si sposta dentro una storia trapanese che, a quanto pare, non smette di produrre capitoli nuovi.