Schifani nel mirino del campo largo: “Si dimetta”. Ma il centrodestra respinge l’ipotesi
Il campo largo regionale, che raramente riesce a trovare una posizione unitaria su molti temi, questa volta ha una sola voce quando si tratta del governo siciliano: dimissioni del presidente Renato Schifani.
È quanto è emerso ieri durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Pd, M5S, PSI, Controcorrente, Sinistra Italiana, Europa Verde, Progetto Civico Italia, Spazio Civico, +Europa, Più Uno e Italia Viva.
L’ennesimo scandalo giudiziario che ha travolto il direttore generale del Policlinico di Messina, Salvatore Iacolino, è destinato infatti a mettere sotto pressione l’equilibrio del governo regionale e della maggioranza che lo sostiene.
Il PD: “Scenderemo in piazza”
Il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, è stato netto: non si tratta di un incidente di percorso ma dell’ennesimo esempio di “utilizzo spregiudicato” della sanità pubblica.
Ancora più duro nei confronti dei partiti che sostengono il governo: «Per il centrodestra il problema non è la Sicilia che affonda, ma come coprire la poltrona lasciata vuota. Schifani tragga le conseguenze e rassegni il mandato, altrimenti lanceremo una vera e propria mobilitazione in ogni angolo della nostra terra».
M5S: “Opposizione unita fino alla fine”
Il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, parla di un film già visto, con scandali che si susseguono mese dopo mese.
Poi l’appello agli alleati del campo progressista: «Siamo uniti nella critica al governo Schifani ma dobbiamo restare tali fino alle elezioni, per vincere e avere una Sicilia normale».
Sinistra Italiana: “Degrado etico”
Il segretario regionale di Sinistra Italiana, Pierpaolo Montalto, ha parlato di una vera e propria questione etica, esprimendo la preoccupazione che la sanità siciliana possa essere esposta a interessi criminali.
Oddo: “La sanità va commissariata”
Il segretario regionale del PSI, Nino Oddo, ha richiamato anche lo scandalo dei referti istologici avvenuto in provincia di Trapani.
«Siamo arrivati al limite – ha dichiarato – il passo successivo sarà chiedere il commissariamento della sanità siciliana».
La Vardera: “Possibile voto anticipato”
Il deputato di Controcorrente, Ismaele La Vardera, ha parlato di indiscrezioni romane secondo cui il voto per le elezioni regionali potrebbe essere anticipato a settembre 2026. Secondo questa ricostruzione, l’alternativa a Schifani potrebbe essere il ministro Nello Musumeci, già presidente della Regione nella legislatura precedente.
La Vardera ha poi chiamato in causa il leader dell’MPA, Raffaele Lombardo, sostenendo che sarebbe pronto a staccare la spina al governo regionale.
Immediata la replica dello stesso Lombardo: «La Vardera mi attribuisce la volontà di far cadere il governo regionale. Si sforza di interpretare il pensiero degli autonomisti e farebbe bene a interpretare il suo, visto che una ne pensa e cento ne fa. Il coordinamento ha sollecitato il presidente Schifani ad avviare una radicale opera di risanamento nel governo e nell’apparato burocratico. Egli ha l’autorevolezza per compierla e certo non gli verrà meno il contributo forte e incondizionato degli autonomisti».
FdI e Forza Italia: “Nessun voto anticipato”
A smentire l’ipotesi del voto anticipato è stato il commissario siciliano di Fratelli d’Italia, Luca Sbardella.
«Le dichiarazioni di La Vardera su un voto regionale anticipato a settembre 2026 sono del tutto fantasiose e prive di qualsiasi fondamento. Uno scenario irreale che smentiamo categoricamente, invitando il leader di Controcorrente a smettere di lasciarsi tentare da parole in libertà che superano abbondantemente la soglia del ridicolo».
Sulla stessa linea anche Marcello Caruso, commissario di Forza Italia in Sicilia:
«Più che una notizia sembra l’ennesimo episodio di fantapolitica. La realtà è molto più concreta e racconta di un governo regionale che continua a lavorare con risultati tangibili. Colpisce che a evocare scenari di ribaltoni sia chi appartiene a uno schieramento che da mesi annuncia crisi imminenti che puntualmente non si verificano. Più che analisi politica, sembra il trailer di una serie che nessuno ha commissionato. Il governo Schifani continua a lavorare. Le campagne elettorali immaginarie le lasciamo ad altri».
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