Si è spenta oggi, giovedì 12 marzo, Enrica Bonaccorti, conduttrice, attrice e autrice che per oltre mezzo secolo ha attraversato il mondo dello spettacolo italiano. Aveva 76 anni. Con il suo stile discreto, l’ironia intelligente e un’eleganza mai ostentata, è stata uno dei volti più riconoscibili della televisione di un’epoca che oggi sembra lontanissima.
Negli ultimi mesi aveva raccontato pubblicamente la sua malattia: un tumore al pancreas, diagnosticato lo scorso anno. Lo aveva fatto con parole intime e misurate, come era nel suo stile: senza clamore, quasi chiedendo scusa per la sua assenza dalla vita pubblica.
Dalla Liguria alla televisione
Nata a Savona nel 1949, Bonaccorti aveva iniziato la sua carriera negli anni Settanta tra teatro e cinema. Il grande pubblico però la scoprì soprattutto grazie alla televisione, dove seppe ritagliarsi uno spazio particolare, fatto di garbo, ironia e una conduzione mai urlata.
Il passaggio decisivo arrivò nei primi anni Ottanta con Italia Sera, il programma di approfondimento che condusse prima accanto a Mino Damato e poi con Piero Badaloni. Di quell’esperienza parlò sempre con orgoglio: era una trasmissione giornalistica che, ricordava, cercava la sincerità più che lo spettacolo.
Il successo con “Pronto, chi gioca?”
La grande popolarità arrivò con Pronto, chi gioca?, il quiz di mezzogiorno su Rai 1 che raccolse l’eredità di Raffaella Carrà. Il programma superava spesso i quattro milioni e mezzo di spettatori ed era diventato celebre per il “gioco dei fagioli”, in cui i telespettatori dovevano indovinare quanti ce ne fossero dentro un grande barattolo di vetro.
Quella conduzione, però, non era stata affatto scontata. Prima di lei la Rai aveva contattato numerosi nomi dello spettacolo — tra cui Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi, Virna Lisi, Nino Manfredi, Sandra Milo e Claudia Cardinale — che avevano rifiutato.
Lei stessa ricordava quell’episodio con ironia: temeva un fallimento clamoroso, anche dopo l’incontro con Gianni Boncompagni, che cercò di rassicurarla a modo suo dicendole che “sarebbe andata malissimo”. In realtà accadde l’esatto contrario.
La polemica e il passaggio a Fininvest
Il successo televisivo fu seguito da un momento doloroso. Quando annunciò in diretta di essere incinta, venne accusata da parte della stampa di aver usato il servizio pubblico per una vicenda privata. Proprio in quelle ore Bonaccorti perse il bambino che aspettava, un episodio che la segnò profondamente.
Poco dopo accettò la proposta di Silvio Berlusconi di passare alle reti Fininvest.
Nel 1991 arrivò così alla conduzione di Non è la Rai, programma destinato a diventare un fenomeno televisivo degli anni Novanta. In una delle puntate rimase famosa una scena diventata quasi leggendaria: una telespettatrice indovinò la parola “eternit” nel cruciverbone prima ancora che la domanda fosse completata. Bonaccorti reagì con una battuta rimasta nella memoria del pubblico: «Fermate la musica, datemi una mitragliatrice».
Autrice e paroliera
Nel corso della sua carriera Bonaccorti non fu soltanto conduttrice. Scrisse anche cinque libri e lavorò a lungo come autrice di testi musicali. Tra le sue collaborazioni più note ci sono alcuni brani interpretati da Domenico Modugno, come La lontananza e Amara terra mia, canzoni entrate nella storia della musica italiana.
Tra le pagine più personali della sua vita c’è anche il legame sentimentale, nato negli anni Settanta, con Renato Zero, che nel tempo è rimasto un rapporto di affetto e stima.
Una vita tra televisione e scrittura
Bonaccorti fu anche madre di Verdiana, nata dalla relazione con lo sceneggiatore e regista Daniele Pettinari. Nel corso degli anni si divise tra televisione, radio, libri e collaborazioni giornalistiche, continuando a scrivere e intervenire nel dibattito culturale.
Con la sua scomparsa se ne va una delle protagoniste della televisione italiana degli anni Ottanta e Novanta: una stagione in cui la tv era ancora capace di costruire personaggi popolari senza perdere del tutto misura e leggerezza. Una cifra che Enrica Bonaccorti, con il suo stile inconfondibile, ha saputo incarnare fino alla fine.
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