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14/03/2026 16:00:00

Quando le istituzioni dimenticano il loro ruolo

La postura, inaccettabile, delle istituzioni. Nei giorni scorsi a Palazzo Madama si stava discutendo della richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo, quando il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha pensato bene – senza accorgersi di avere il microfono aperto – di utilizzare questa metafora per un collega: «Come si chiama quel coglione che continua a urlare?». Quando gli hanno segnalato la sua identità ha aggiunto: «Nicita, abbiamo apprezzato il suo intervento».

 

Successivamente sono arrivate le scuse, la classica toppa peggiore del buco. Il portavoce di La Russa ha dichiarato: «Ha cercato telefonicamente il senatore Nicita senza mai trovarlo. Ha parlato con il capogruppo Boccia al quale, in attesa di parlare con il senatore, ha presentato le sue scuse. Il presidente si è detto dispiaciuto. Non ricorda l’evento specifico e nemmeno se l’epiteto fosse realmente rivolto al senatore Nicita. Ma comunque gli chiede scusa se così è stato interpretato. Quello del presidente era un borbottio rivolto a se stesso. Il presidente ha sempre avuto un ottimo rapporto con il senatore Nicita, che è siciliano come lui e con il quale ha anche diverse amicizie in comune».

 

Antonio Nicita è il vicecapogruppo del Partito Democratico e già il ruolo ricoperto avrebbe dovuto bastare a La Russa – che è anche la seconda carica dello Stato – per conoscere direttamente il collega. Il quale ha dichiarato: «Le scuse si dovrebbero a ciascun senatore e a ciascuna persona, per il ruolo che ricopriamo».

Un comportamento analogo, anzi peggiore, lo ha avuto Giusi Bartolozzi, magistrata ordinaria e tributaria, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia dal 19 marzo 2024 ed ex deputata di Forza Italia. Partecipando a un incontro sulle ragioni del Sì e del No al referendum per la separazione delle carriere dei magistrati, ha espresso così il suo pensiero: «Finché la giustizia non ti marchia non lo capisci», rivolgendosi all’interlocutore, «soffrirla sulla propria pelle. Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è… sono plotoni di esecuzione».

 

Il patimento della dottoressa sarebbe dovuto al caso del rilascio di al-Masri, arrestato dalla DIGOS a seguito di un mandato di cattura della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, vicenda nella quale risulta indagata per falsa testimonianza resa ai pubblici ministeri del Tribunale dei ministri.

La postura scorretta ha un’aggravante ulteriore: quando proviene da chi ricopre incarichi pubblici, finisce inevitabilmente per gettare discredito sull’istituzione di appartenenza.

 

Vittorio Alfieri



L'Alfiere | 2026-03-14 16:00:00
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Quando le istituzioni dimenticano il loro ruolo

La postura, inaccettabile, delle istituzioni. Nei giorni scorsi a Palazzo Madama si stava discutendo della richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo, quando il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha pensato bene – senza accorgersi di avere...