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15/03/2026 22:28:00

Alcamo, assolta ma senza risarcimento per i mesi agli arresti

Assolta con formula piena perché «il fatto non sussiste», ma senza alcun risarcimento per i 14 mesi trascorsi tra carcere e arresti domiciliari. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione nel caso di Girolama Maria Lucia Perricone, 59 anni, di Alcamo.

 

La donna era finita coinvolta in un’indagine che riguardava il cugino Pasquale Perricone, accusato di truffa e bancarotta. Nel 2016 la cinquantanovenne fu arrestata nell’ambito di un’inchiesta su un’associazione a delinquere legata, secondo l’accusa, ad aggiudicazioni illecite di appalti e finanziamenti pubblici.

Perricone trascorse oltre un anno privata della libertà: circa quattro mesi in carcere e i restanti dieci agli arresti domiciliari.

 

Nel 2021 il tribunale di Trapani l’ha però assolta dai reati di associazione a delinquere e intestazione fittizia di beni, riconoscendo la sua innocenza.

Quando la difesa ha chiesto il risarcimento per ingiusta detenzione, la Corte d’Appello di Palermo ha respinto la richiesta, decisione ora confermata anche dalla Cassazione. Secondo i giudici, infatti, il comportamento della donna avrebbe in qualche modo contribuito a trarre in inganno gli investigatori, configurando una forma di colpa grave.

 

Tra gli elementi valutati anche alcune intercettazioni telefoniche in cui la donna discuteva con il cugino di questioni legate alle società coinvolte nell’indagine.

Per la Cassazione, quindi, pur essendo innocente dal punto di vista penale, non sussistono i presupposti per ottenere il risarcimento per i mesi trascorsi in detenzione.