Elezioni amministrative, guida al voto disgiunto e alla preferenza di genere
In questa tornata elettorale, per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, in molti puntano sul voto disgiunto e, per la prima volta, si registra pure un interesse particolare per l’uso di questo strumento da parte degli elettori, che chiedono di saperne di più, di avere ben spiegato come esercitarlo dentro l’urna.
Perché in verità si tratta pure di uno strumento che spesso genera confusione tra gli elettori; di fatto però è una possibilità importante di scelta.
Il voto disgiunto è previsto dalla legge elettorale e consente di separare il voto per il candidato sindaco da quello per una lista o per un candidato al consiglio comunale. Tutto però si consuma con una sola scheda elettorale, ed è per questo che è possibile sbagliare o più facilmente confondersi.
La spiegazione tecnica
Il voto disgiunto permette all’elettore di votare un candidato sindaco e contemporaneamente scegliere una lista collegata a un altro candidato sindaco, con un consigliere comunale candidato a sostegno di un altro candidato scelto dall’elettore.
In poche parole: il cittadino non è obbligato a votare un candidato sindaco e un consigliere candidato in una lista collegata allo stesso sindaco, ma può incrociare le scelte.
Come votare le liste
Una sola scheda elettorale: accanto ai nomi dei candidati sindaco sono presenti i simboli delle liste che li sostengono. L’elettore ha diverse possibilità:
- tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco;
- tracciare un segno solo sul simbolo di una lista;
- votare una lista e indicare una o due preferenze per i consiglieri;
- votare sia il candidato sindaco sia una lista che lo sostiene;
- oppure votare un candidato sindaco e una lista che sostiene un altro candidato sindaco: ed è proprio questo il voto disgiunto.
Dal punto di vista del conteggio:
- il voto dato al sindaco vale solo per la corsa alla carica di primo cittadino;
- il voto dato alla lista vale per l’elezione del Consiglio comunale e per i candidati consiglieri indicati con le preferenze.
I due voti vengono quindi conteggiati separatamente.
Il voto di trascinamento
Il sistema di voto prevede alcuni meccanismi che non sempre sono chiari agli elettori ma che incidono sul risultato finale, determinando spesso l’elezione.
Il voto di trascinamento per il candidato sindaco si verifica quando l’elettore segna con una X la preferenza su una lista, scrive il nome per il candidato al consiglio comunale ma non indica preferenza sul sindaco. In quel caso il voto viene automaticamente attribuito al candidato sindaco collegato a quella lista. È per questo che, nelle campagne elettorali comunali, i candidati consiglieri hanno un peso importante: ogni voto che raccolgono può contribuire anche al risultato del candidato sindaco della loro coalizione.
La preferenza di genere
I candidati al consiglio comunale possono correre da soli o decidere di fare un’accoppiata elettorale uomo-donna, detta preferenza di genere. Significa che l’elettore può votare per una lista e scegliere di indicare una sola preferenza per un candidato consigliere, oppure due preferenze, ma devono essere candidati di genere diverso, quindi un uomo e una donna appartenenti alla stessa lista. Se invece si scrivono due nomi dello stesso genere (due uomini o due donne), la seconda preferenza viene annullata, mentre resta valida la prima.
Deposito liste e voto
Il voto è fissato domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026. La presentazione delle liste è consentita dalle ore 8 del 30° giorno prima del voto fino alle ore 12 del 25° giorno prima del voto.
In termini pratici significa che è possibile depositare le liste da venerdì 24 aprile 2026 (ore 8) a mercoledì 29 aprile 2026 (ore 12).
Le liste vanno depositate presso la segreteria del Comune e poi vengono esaminate dalla Commissione elettorale circondariale, che verifica firme, documenti e regolarità della lista.
I comizi elettorali, invece, sono convocati circa 45 giorni prima del voto. Con il voto fissato il 24 e 25 maggio, la convocazione dei comizi avviene quindi intorno al 9-10 aprile 2026 (circa 45 giorni prima). Da quel momento ufficialmente scatta la campagna elettorale, con le regole sulla par condicio nei media e tutto il calendario delle operazioni elettorali.
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