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19/03/2026 20:12:00

Giornata delle vittime di mafia, il 21 marzo a Torino la marcia con don Ciotti 

Torna nel capoluogo piemontese, a vent’anni di distanza, la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera. L’appuntamento è per sabato 21 marzo, quando migliaia di persone sfileranno in corteo insieme a Luigi Ciotti, sotto lo slogan “Affamati di verità e giustizia”.

A guidare la marcia ci saranno, come sempre, i familiari delle vittime. Tra loro anche Paola Caccia, figlia del magistrato ucciso dalla ’ndrangheta nel 1983. «La prima volta che ho partecipato a questa marcia era proprio a Torino nel 2006 – ha raccontato – ed è un momento profondissimo, soprattutto quando vengono letti i nomi delle vittime: mi ricorda il rosario».

Un ricordo che diventa impegno concreto. «Per anni abbiamo tenuto dentro il dolore senza riuscire a elaborarlo – ha spiegato – poi Libera ci ha fatto incontrare, conoscere le storie degli altri familiari. Questo ci ha dato forza e coraggio per reagire, testimoniare e parlare nelle scuole».

 

Il programma

Le iniziative iniziano già venerdì 20 marzo, con l’arrivo a Torino di centinaia di familiari da tutta Italia e dall’estero. Alla Cavallerizza Reale si terrà l’assemblea nazionale, seguita dalla veglia ecumenica nella Cattedrale di San Giovanni Battista.

Sabato 21 marzo il corteo partirà alle 9 da piazza Solferino per raggiungere piazza Vittorio Veneto. Qui, alle 11, inizierà uno dei momenti più intensi della giornata: la lettura dei 1117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un elenco lungo, che comprende cittadini comuni, magistrati, giornalisti, forze dell’ordine, sacerdoti e amministratori locali.

A mezzogiorno è previsto l’intervento conclusivo di don Ciotti.

 

“Fame di verità e giustizia”

«La parola chiave è fame – ha sottolineato Ciotti – fame di verità e di giustizia. Oggi più che mai è un bisogno urgente, perché l’80% dei familiari non conosce ancora la verità su quanto accaduto ai propri cari».

Un richiamo forte contro l’omertà: «Senza verità non si può costruire giustizia», ha ribadito il fondatore di Libera.

 

Un elenco che cresce

Nel 1996, alla prima giornata nazionale, i nomi letti erano circa 300. Oggi sono diventati 1117, con 16 nuove vittime inserite quest’anno, tra cui cinque minori.

Durante la presentazione è stato ricordato anche Mauro Rostagno, con le sue parole: combattere la mafia non significa tacere, ma affrontarla per sconfiggerla.

Una marcia che, ancora una volta, unisce memoria e impegno, trasformando il dolore in una richiesta collettiva di verità e giustizia.