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19/03/2026 06:00:00

Sicilia, turismo a due velocità: più stranieri, calano gli italiani. E si spende meno

Il turismo in Sicilia tiene, ma cambia volto. E non è detto che sia una buona notizia.

I dati del rapporto Prometeia presentato a Palermo raccontano una realtà semplice: l’isola cresce solo grazie agli stranieri, mentre gli italiani viaggiano meno e scelgono meno la Sicilia.

 

Più turisti, ma non tutti

Nel 2025 gli arrivi complessivi hanno superato i 7,3 milioni, con oltre 22,6 milioni di presenze. Ma il dato è ingannevole:

  • gli italiani sono in calo (arrivi -4,4%, presenze -6,3%)
  • gli stranieri crescono (arrivi +4,6%, presenze +5,5%)

Un equilibrio che regge solo grazie al turismo internazionale.

Si viaggia di più, ma si spende meno

Altro dato chiave: i turisti stranieri sono sempre più importanti, ma in Sicilia spendono meno rispetto alla media nazionale.

La spesa media per pernottamento si ferma a circa 96 euro, contro i 141 euro della media italiana.

Arrivano più turisti, ma l’impatto economico resta limitato.

 

Trasporti e accessibilità: il vero nodo

Gli aeroporti siciliani superano i 23 milioni di passeggeri, ma crescono meno rispetto ad altre regioni come Puglia e Sardegna.

Il motivo è noto:

  • meno collegamenti competitivi
  • forte peso dei passeggeri italiani, in calo
  • difficoltà di accesso rispetto ad altri territori

Turismo concentrato: bene le coste, male l’interno

Il turismo continua a concentrarsi nelle aree più forti:

  • Palermo e costa orientale trainano
  • le aree interne restano indietro

Un divario che non si riduce e che limita lo sviluppo complessivo.

 

Strutture e servizi: qualche ritardo

La Sicilia resta indietro su alcuni fronti:

  • solo 39 hotel di lusso, meno rispetto ad altre regioni
  • calo delle strutture di fascia alta negli ultimi anni

Anche la nautica mostra un limite: tante infrastrutture, ma troppo piccole e poco attrezzate.

Un settore importante ma fragile

Il turismo vale oltre il 4% dell’economia regionale e circa il 5% della filiera turistica nazionale, ma il sistema resta debole:

  • poche grandi imprese
  • margini più bassi
  • scarsa capacità di investimento

 

Il punto politico: le critiche del M5S

Sul settore interviene anche il Movimento 5 Stelle, che critica la nuova normativa regionale sulle strutture ricettive.

Secondo il capogruppo all’Ars Antonio De Luca, la riforma introdotta dal governo Schifani rischia di penalizzare soprattutto il comparto extralberghiero, imponendo obblighi ritenuti troppo onerosi, come requisiti strutturali e dotazioni obbligatorie.

Il timore è che molte attività non riescano ad adeguarsi entro le scadenze previste e possano essere costrette a chiudere, con conseguenze su occupazione e offerta turistica.

Il M5S chiede quindi una proroga e correttivi alla norma, sottolineando che l’extralberghiero rappresenta una parte fondamentale del sistema: circa il 70% dell’offerta, con centinaia di migliaia di posti letto distribuiti in tutta l’isola.