La campagna elettorale a Marsala ancora deve ufficialmente entrare nel vivo, ma intanto qualcuno ha già deciso di scendere dal carro. E non in silenzio.
Il movimento “Uguaglianza per la Sicilia” ha annunciato di avere revocato il sostegno alla ricandidatura del sindaco Massimo Grillo, prendendo le distanze dalla coalizione che, almeno sulla carta, dovrebbe accompagnarlo verso il bis.
Una rottura che, come spesso accade da queste parti, arriva con parole misurate ma lascia intendere molto di più.
La nota parla di “attenta riflessione interna” e di “profonde divergenze sulla progettualità”. Tradotto dal politichese: non ci siamo più capiti su dove andare, né su come arrivarci.
E infatti il passaggio più chiaro è quello sulla “mancanza di convergenza politica e unità di visione”. Che, in una città come Marsala, significa una cosa semplice: si viaggiava insieme, ma guardando in direzioni diverse.
Il movimento mette in fila tre motivazioni ufficiali. Divergenza sulla visione amministrativa, mancata condivisione delle scelte strategiche, necessità di offrire ai cittadini un’alternativa.
Tutto vero, tutto legittimo. Ma tra le righe si legge anche altro: il clima dentro la coalizione non è più quello dei giorni migliori.
E non è nemmeno la prima crepa.
Perché, mentre i partiti continuano a dichiararsi compatti, sul territorio si moltiplicano i segnali di irritazione, freddezze, distinguo. Piccoli segnali, certo. Ma messi insieme fanno una tendenza.
“Uguaglianza per la Sicilia”, con questa mossa, prova a ritagliarsi uno spazio autonomo. Fuori dalla coalizione, ma dentro la partita. Perché nessuno, a Marsala, si chiama davvero fuori quando si avvicinano le elezioni.
Resta da capire se questa uscita sarà un caso isolato o l’inizio di qualcosa di più ampio.
Perché la sensazione, sempre più diffusa, è che attorno a Grillo il problema non sia solo vincere.
Ma tenere insieme i pezzi.