La bocciatura, in Assemblea regionale, del terzo mandato per i sindaci nei Comuni compresi tra i 5 e i 15mila abitanti, rischia di diventare una guerra tra istituzioni.
Non ci stanno alcuni sindaci come quello di Terrasini, Giosuè Maniaci, o il sindaco di Serradifalco Leonardo Burgio, in provincia di Caltanissetta. In provincia di Trapani il sindaco uscente di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, non ha lesinato critiche per la scelta e ha sempre palesato la volontà di continuare ad amministrare la città.
Si tratta di un gruppo di sindaci che hanno deciso di candidarsi lo stesso, andando contro la norma bocciata in ARS, rischiando di non avere accolta la candidatura dal tribunale dove verrà depositata. A quel punto potrebbero chiedere un pronunciamento al TAR, in virtù a sua volta della pronuncia della Corte costituzionale che aveva chiesto alla Sicilia di allinearsi al resto d’Italia.
La crociata
I sindaci chiedono che la norma che viene applicata al resto del Paese, dove è previsto il terzo mandato per i Comuni entro i 15mila abitanti, valga anche per la Sicilia. A non accettare la bocciatura è un sindaco leghista, Leonardo Burgio, che a Serradifalco correrebbe per la terza volta, figlio di Daniela Faraoni, assessore regionale alla Salute.
A sposare la linea di Burgio anche Maria Greco, sindaco di Agira, e poi il sindaco di Valguarnera, Francesca Draia.
Le date e i tempi
Per lo svolgimento delle elezioni amministrative ci sono delle tempistiche da rispettare, intanto la convocazione dei comizi elettorali, 40 giorni prima della data del voto, poi la presentazione di candidature a simbolo entro 30 giorni dal voto, quindi con la pronuncia delle commissioni elettorali, che si ritroveranno a non ritenerle ammissibili perché fuori norma. A quel punto i sindaci potrebbero ricorrere al Tar e potrebbero essere riammessi.
Le mosse politiche
Il commissario regionale della Lega, Nino Germanà, a Roma, interloquirà con il capo di gabinetto del ministro Roberto Calderoli. La richiesta è quella di un decreto attuativo che estenda la validità della legge nazionale a tutte le regioni, inclusa la Sicilia rimasta l’unica a non aver recepito la norma. Sosteniamo la determinazione del sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio e di tanti altri sindaci siciliani che concludono il secondo mandato, a candidarsi ancora per la carica di primo cittadino.
Per Germanà “La recente sentenza della Corte Costituzionale è ineluttabile anche per la Regione Siciliana. Non può sussistere un’interpretazione diversa o, addirittura, una norma in contrapposizione alla pronuncia della Consulta. L’Ars si è avvitata su sé stessa sbagliando in maniera evidente”.