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21/03/2026 06:00:00

Trapani, la Tari cala nel lungo periodo ma torna a pesare in bolletta

A Trapani la Tari è davvero scesa rispetto al 2018, ma il dato va letto tutto intero, perché racconta insieme due storie: quella di una tassa che nel lungo periodo è diminuita e quella di un costo che, negli ultimi anni, ha ripreso lentamente a salire. Per un appartamento di 100 metri quadri abitato da tre persone si passa infatti da circa 600 euro nel 2018 a 433,63 euro nel 2025. Nel mezzo, però, la curva più recente dice altro: 392,61 euro nel 2022, 406,87 nel 2023, 429,73 nel 2024 e infine 433,63 nel 2025. In sostanza, rispetto a sette anni fa si paga meno, ma rispetto a tre anni fa si paga di più.

 

È questo il punto che interessa di più ai cittadini: non solo se la Tari sia calata rispetto al passato più pesante, ma se stia tornando a crescere anno dopo anno. E la risposta, numeri alla mano, è sì. Il risparmio rispetto al 2018 resta evidente, ma dal 2022 in poi il costo dell’utenza domestica tipo ha ricominciato a salire, con aumenti progressivi che riaprono il dibattito sul peso della tassa in una città che continua a essere indicata tra le più care d’Italia. Secondo l’indagine UIL richiamata nelle ultime settimane, Trapani figura ancora ai vertici nazionali per costo medio della Tari, mentre il sindaco Giacomo Tranchida ha replicato sostenendo che il confronto va letto dentro il quadro siciliano, segnato da costi di smaltimento strutturalmente più alti.

 

L’amministrazione, del resto, una spiegazione la dà con chiarezza: in Sicilia mancano impianti sufficienti, molte discariche sono private e una parte dei rifiuti deve viaggiare fuori provincia, fuori regione e in alcuni casi anche oltre lo Stretto, con un aggravio dei costi. A questo si sommano il servizio porta a porta, il ritiro degli ingombranti, la bonifica delle microdiscariche e i controlli contro l’abbandono illecito. È dentro questa cornice che il Comune rivendica comunque un miglioramento complessivo del sistema.

 

E infatti i numeri della raccolta differenziata raccontano una trasformazione reale: Trapani è passata dall’8,76% del 2010 al 66,49% del 2024, superando stabilmente il tetto del 65% fissato dalla legge. Il salto più forte arriva dopo il 2018, quando la differenziata era al 15,85%, per poi schizzare al 57,55% nel 2019 e restare oltre il 60% negli anni successivi. Il cambiamento è anche visivo, ed è quello che il Comune continua a rilanciare: “Trapani pulita è più bella. Ricordate quando la nostra città era piena di cassonetti stracolmi e micro discariche?”. Il confronto tra prima e dopo è netto, con meno contenitori in strada e una città più ordinata anche nei luoghi turistici.

 

C’è poi un altro aspetto che aiuta a leggere il presente: le tariffe più recenti si trovano, quelle più vecchie molto meno. Nelle pagine oggi consultabili risultano pubblicate con immediatezza le delibere Tari dal 2022 al 2025, mentre quelle del 2021 non sono facilmente reperibili online. In generale, le norme sulla trasparenza prevedono che i documenti restino pubblicati per un periodo limitato, di norma cinque anni, e questo rende più difficile per i cittadini ricostruire serie storiche complete.

 

Alla fine, dunque, il quadro è più complesso di uno slogan. È vero che dal 2018 la Tari a Trapani è diminuita, ma è altrettanto vero che, guardando gli ultimi anni disponibili, la bolletta dell’utenza tipo è tornata a crescere. Ed è proprio in questo equilibrio tra miglioramento del servizio e aumento recente dei costi che si concentra oggi il confronto.