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22/03/2026 06:00:00

Marsala, sfida al femminile per il Comune: segnale di svolta o eccezione?

A Marsala, nella corsa alla carica di sindaco, emerge un dato politico significativo: tra i candidati ci sono anche due donne. Un elemento che rompe, almeno sul piano elettorale, uno schema ancora fortemente segnato dalla presenza maschile.

In campo c’è Giulia Adamo, già sindaca della città e prima donna a ricoprire quel ruolo nella storia di Marsala. Un precedente che oggi torna ad assumere un valore simbolico preciso. Eppure, allargando lo sguardo, il quadro resta fragile: in tutta la provincia di Trapani c’è una sola donna alla guida di un Comune, Daniela Toscano, sindaca di Erice. Un dato che racconta più di molte analisi quanto la leadership femminile resti ancora un’eccezione.

 

I numeri: cresce la presenza, ma resta il divario

 

A livello nazionale la presenza femminile negli enti locali è in crescita, ma ancora lontana dall’equilibrio. Le donne rappresentano il 35,3% degli amministratori locali (44.402 su tutto il territorio).

Nel dettaglio:

15,4% dei sindaci sono donne
32,3% dei vicesindaci
35,3% dei consiglieri comunali
44,5% degli assessori
29,6% delle presidenti di Consiglio comunale

Nel 2026 le sindache in Italia sono 1.187, un numero cresciuto in modo significativo rispetto alle 145 del 1986. Inoltre, il 43,9% dei Comuni ha avuto almeno una donna alla guida negli ultimi anni.

Ma il divario territoriale resta evidente:

Nord-est: 37,9% di presenza femminile
Centro: 36,4%
Sud e Isole: 32,9%

In Sicilia il dato è ancora più netto: solo 24 Comuni su 391 sono guidati da donne, meno del 10%.

 

Tra opportunità e rischio di strumentalizzazione

 

La presenza di donne in politica rappresenta un valore reale, non per una questione simbolica ma per il contributo concreto che può portare in termini di visione, sensibilità e capacità decisionale.

Ma questo valore deve essere autentico. Il rischio, ancora diffuso, è che la presenza femminile venga utilizzata per equilibri interni o logiche di facciata. Non basta essere candidate o inserite nelle liste: serve autonomia, competenza e capacità di incidere.

Essere protagoniste significa portare idee, assumersi responsabilità e costruire visione politica. Solo così la presenza femminile smette di essere una quota da rispettare e diventa una forza politica reale.

A Marsala, dunque, la sfida al femminile può essere letta in due modi: come segnale di cambiamento oppure come un’eccezione dentro un sistema che, nei fatti, deve ancora fare molta strada.